«La pace è sempre possibile». Concluso a Tirana l'incontro interreligioso della Comunità di Sant’Egidio

La guerra non si vince con la guerra e la pace non è solo assenza di conflitti ma un percorso complesso da costruire tutti i giorni

Si è svolto a Tirana, in Albania, dal 6 all’8 settembre l’incontro internazionale ecumenico e interreligioso “La pace è sempre possibile” organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio con le Chiesa ortodossa e cattolica d’Albania, a cui hanno partecipato diversi rappresentanti e leader religiosi cristiani, musulmani, ebrei, indù e di altre confessioni che hanno discusso intorno al grande tema della pace. Ogni anno, nel mese di settembre, il meeting è organizzato per far dialogare le diverse realtà religiose e per proseguire l’esperienza dell’incontro di Assisi che promosse Papa Giovanni Paolo II nel 1986 al quale, per la prima volta, parteciparono più di 50 rappresentanti delle Chiese cristiane e 60 rappresentanti delle altre religioni mondiali.

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Ancora oggi, tutte le religioni hanno una parte importante nella promozione attiva della pace e della risoluzione non violenta dei conflitti. I temi attorno ai quali si è sviluppato il dibattito sono stati, per esempio, lo sviluppo, la salvaguardia dell'ambiente, le diseguaglianze sociali, le guerre, i processi epocali di migrazione di questi anni. Al meeting di Tirana era presente ed è intervenuto anche il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese. Una parte dell'appello finale parla di un bivio a cui siamo di fronte, “tra rassegnazione e speranza, tra indifferenza e solidarietà”.

La pace ha molte facce e non è solo assenza di conflitto: ha bisogno della creazione di rapporti equi rispettosi tra le persone, di giustizia, e riguarda anche il creato; le guerre portano con loro disastri ambientali immani. Su questo la comunità di Sant'Egidio è stata sicuramente ispirata dall'ultima enciclica Laudato Si di papa Francesco. Durante l'incontro si è svolta una tavola rotonda su Alleanza tra umanità e ambiente, a cui Bernardini è intervenuto.

L'incontro resta un momento importante anche per il segnale che può dare al mondo, se diverse religioni scelgono di dialogare e di impegnarsi per la pace e per sensibilizzare i governi a riguardo come è stato fatto nell'appello finale.

Non solo «non sono parole al vento», come dice Bernardini, ma sicuramente fanno spostare l’asticella dell'equilibrio verso la speranza, lasciando indietro la rassegnazione, e rendendo la pace una sfida sempre più concreta da affrontare.

Foto Riforma

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