Oscurata la Giornata Internazionale della Pace

Flavio Lotti: «Stamane in cento scuole italiane è stato celebrato un minuto di silenzio per ricordare tutte le vittime delle guerre, delle persecuzioni e della miseria»

«La Giornata Internazionale della Pace indetta dall’ONU, che ricorre proprio oggi, è totalmente ignorata in Italia, soprattutto non è nota e non è conosciuta. E’ una realtà viva solamente per coloro che nella vita si adoperano quotidianamente per la pace: associazioni, enti, amministrazioni e scuole e da chi, come noi, promuovono e coordinano da tempo la rete della Marcia Perugia Assisi», così si è espresso Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, sentito dall’Agenzia NEV - Riforma.it per avere informazioni su una giornata poco illuminata dai media generalisti.

Sono centinaia le iniziative che si stanno svolgendo in tutta Italia da stamane «da quelle promosse dalla Tavola della Pace – ha proseguito Lotti – con il coinvolgimento di insegnanti e di studenti che nel segno dell’incontro e della conoscenza parlano di rispetto delle differenze e delle diversità. In cento scuole italiane proprio stamane è stato celebrato un minuto di silenzio per ricordare tutte vittime delle guerre, delle persecuzioni e della miseria. In molte città sono anche previsti incontri e dibattiti e a Perugia abbiamo previsto un incontro sul tema dei rifugiati e migranti».

A Roma anche dei sit-in in davanti alle ambasciate e ai consolati ungheresi come prosecuzione della marcia delle donne e degli uomini scalzi iniziata l’11 settembre e che ha coinvolto oltre 60 città italiane.

Il vero problema, ha proseguito Lotti: «è l’assenza del tema “Pace” dall’agenda pubblica, politica e mediatica: Un’attenzione così scarsa che ci preoccupa. La data del 21 settembre è stata istituita da oltre dieci anni e nessuno, o quasi, l’ha fatta propria. Inizialmente la Giornata coincideva con il giorno di apertura della prima sessione annuale dell’Assemblea dell’ONU. Oggi qualcosa sul tema della pace, malgrado il silenzio mediatico assordante, si muove ma purtroppo parliamo solamente di piccole realtà».

«A Roma – ha ricordato Beppe Giulietti, portavoce dell’Associazione Articolo 21 a sostegno delle iniziative della Tavola della Pace – “gli scalzi” si ritroveranno davanti all’Ambasciata ungherese, in via dei Villini, per opporsi ai muri dell’odio, al filo spinato tornato nel cuore dell’Europa, agli idranti usati contro i bambini, ai treni piombati, ai punti di accoglienza che assomigliano sempre più a campi di concentramento. Si ritroveranno donne e uomini, distinti e talvolta distanti per credo politico e religioso, ma uniti dal desiderio di “restare umani” e di non aprire le porte a chi vorrebbe usare malessere sociale e disperazione per aprire la strada ai peggiori fantasmi del novecento europeo. Articolo 21 – ha proseguito Giulietti – ci sarà non solo perché condivide gli obiettivi della Giornata, ma anche perché l’Ungheria di Orban, che costruisce muri alle frontiere, li ha fatti precedere dai muri interni, attraverso l’approvazione di leggi tese ad imbavagliare i cronisti e ad accecare l’opinione pubblica. A conferma che razzisti e xenofobi non odiano solo “lo straniero”, ma anche il simile che non la pensa come loro».

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