«Discriminazione, persecuzione, martirio: seguire Cristo insieme»

È stato il tema del raduno cristiano mondiale che si è svolto a Tirana, in Albania

Dal 2 al 4 novembre 2015 ha avuto luogo, a Tirana, in Albania, la consultazione sul tema «Discriminazione, persecuzione, martirio: seguire Cristo insieme», convocata dal Forum cristiano mondiale (Gcf), insieme con il Consiglio Pontificio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica romana), la Pentecostal World Fellowship, l’Alleanza evangelica mondiale, e il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec). Il raduno mondiale, che ha visto la presenza di 145 partecipanti, è stato organizzato in stretta collaborazione con la Chiesa ortodossa autocefala d’Albania, la Conferenza episcopale albanese, e l’Alleanza evangelica dell’Albania.

Chiese e organizzazioni cristiane di diverse confessioni hanno riflettuto su come accompagnare le chiese che soffrono persecuzioni, soprattutto in Medio Oriente, in Africa e in Asia.

«Ci siamo riuniti – si legge nel messaggio finale della consultazione – perché la discriminazione, la persecuzione e il martirio tra i cristiani e tra le persone di altri fedi nel mondo contemporaneo sono in crescita a causa di una complessa serie di fattori in contesti diversi.

Come seguaci di Cristo, i cristiani possono essere esposti a forme di persecuzione, alla sofferenza e al martirio, perché il mondo peccatore è contro il Vangelo della salvezza. Ma dai tempi più antichi i cristiani, percorrendo la via della croce, hanno sperimentato la speranza e la realtà del resurrezione».

Nel corso della consultazione i partecipanti hanno fatto confessione di peccato per le volte in cui i cristiani nel corso della storia sono stati protagonisti di persecuzioni ai danni di altri cristiani e di altre comunità religiose.

Riconoscendo che la solidarietà tra le chiese cristiane è necessaria per contrastare la discriminazione, la persecuzione e il martirio, le chiese cristiane si sono impegnate: ad ascoltare di più le esperienze di coloro che sono discriminati e perseguitati, e ad approfondire l’impegno per le comunità cristiane che soffrono; a pregare non solo per coloro che soffrono discriminazioni e persecuzioni, ma anche per quelli che discriminano e perseguitano; a parlare di più con rispetto e dignità, con una comune voce chiara e forte, a nome di coloro che stanno soffrendo; ad attivarsi per la guarigione, per la riconciliazione, e per la libertà religiosa di tutti i popoli oppressi e perseguitati.

Il segretario generale del Cec, rev. Olav Fykse Tveit, ha definito la consultazione Gcf di «grande attualità». «Durante le mie visite alle chiese nei paesi del Medio Oriente, ma anche in Africa e in Asia, America latina, Centro-America e in Nord America, e anche di recente in Europa, sento, vedo e incontro molti che non sono trattati correttamente. Sono profondamente addolorato per la dura realtà, la violenza e la sofferenza di tante persone a causa di tensioni e conflitti nel nostro tempo», ha detto Tveit.

«È importante cominciare con l’ascolto di coloro le cui chiese stanno attraversando momenti difficili. Tutti abbiamo bisogno di imparare da quelle voci che quotidianamente fanno esperienza della realtà della discriminazione e della persecuzione. Abbiamo bisogno di ascoltare coloro che sanno in che modo la martyria – testimonianza – e il martirio sono strettamente connessi e inter-connessi», ha aggiunto.

Fonte: Cec

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