La vera luce già risplende

Un giorno una parola – commento a I Giovanni 2, 8

Le tenebre stanno passando, e già risplende la vera luce

I Giovanni 2, 8

Siamo avvolti nelle tenebre. Viviamo in un mondo che non smette mai di ricordarcelo. Con la sua violenza, con la sofferenza dei bambini, con la crudeltà di certe solitudini, con le malattie invalidanti, con l’inquinamento che sta distruggendo la Creazione, con le urla di dolore che nessuno ode o vuole ascoltare. Il male, in tutte le sue accezioni, ci circonda e ci impedisce di vedere. Perché è scuro, ottenebrante, perché toglie lucidità e trasparenza. Siamo circondanti e invischiati a tal punto che quasi non ce ne accorgiamo più. A parte al rituale ricordo domenicale, a parte al convenzionale lamento su guerre e violenze, chi di noi vive fino in fondo l’orrore per le tenebre che ci circondano e ci impediscono di vedere realmente? Chi di noi riesce a uscire dal rassicurante calore delle nostre tiepide case per andare nella notte buia e tormentata del dolore e della sofferenza che tanti uomini e donne al nostro fianco stanno vivendo? Chi di noi ha il coraggio di affrontare le tenebre per poter vedere la luce?

Eppure in questa radiosa giornata di festa il versetto della prima Epistola di Giovanni ci ricorda che la nostra esistenza è illuminata, è già stata illuminata e questo è avvenuto una volta per sempre. Le tenebre stanno passando e già risplende la vera luce. La vera luce, l’unica in grado di squarciare il buio profondo nel quale siamo immersi, l’unica che può risplendere in questa oscurità. Il Signore si è incarnato, ha scelto, pur non essendo tenuto a farlo, di condividere con noi le tenebre, di sperimentare il punto più oscuro e nero dell’esistenza umana attraversando la fatica, il dolore e affrontando la tortura e la morte. Ha scelto di essere uomo tra gli uomini e di illuminare l’oscurità.

Solo la fede può aiutarci a vedere le tenebre e a sperimentare la luce: Giovanni ci incoraggia a farlo. Ora, subito, in questo stesso istante, perché la Luce non apparirà in un futuro più o meno remoto, non è un dato che riguarda esclusivamente gli ultimi tempi, che si manifesterà dopo la nostra morte, ma è una certezza che è già qui in mezzo a noi e risplende: ieri, oggi e per sempre. Amen!

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