La grazia si è manifestata

Un giorno una parola – commento a Tito 2, 11

Tutte le nazioni che hai fatto verranno a prostrarsi davanti a te, Signore, e glorificheranno il tuo nome
Salmi 86, 9

La grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata
Tito 2, 11

Il versetto di oggi è inserito all’interno di un capitolo che si occupa della vita che i credenti dovrebbero condurre: essi dovrebbero avere un comportamento conforme a santità. Naturalmente è un obiettivo, non una realtà, ma è un obiettivo serio e concreto che ognuno ed ognuna di noi dovrebbe porsi. Infatti non dovremmo mai dimenticare che la venuta di Cristo, la sua incarnazione,  ha determinato l’inizio del Regno di Dio sulla terra e quindi il nostro agire quotidiano non può che partire dal presupposto che esso è il nostro futuro, ma anche il nostro presente. La Grazia si è infatti manifestata e noi non possiamo vivere come se questo non fosse accaduto. Ciò significa prendere molto sul serio la sequela di Cristo e diventare testimoni anche e proprio a partire dal nostro operare quotidiano. Siamo infatti chiamati a camminare verso il Regno di Dio, ma facendolo siamo già in esso e la nostra vita deve testimoniare questa Buona Novella: cioè dobbiamo realizzare quelle anticipazioni che dovrebbero essere il motore e la motivazione profonda delle nostre scelte e del nostro operare quotidiano.

Dobbiamo quindi operare nel mondo con la piena consapevolezza che esso vada cambiato, ma dall’interno, non avendo paura di sporcarci le mani, così come Gesù ha accolto e curato i poveri, gli ammalati, i disprezzati e lo ha fatto concretamente: non dobbiamo quindi uscire dal mondo, come l’ascetismo suggerirebbe, né accettare l’esistente con rassegnazione, ma operare con forza e serenità, abbandonando i luoghi comuni del nostro mondo, che considera follia quello che per un cristiano è invece l’obiettivo, scegliendo di essere in primo luogo un/una credente e diventando un/una facitore/a di trasformazione. La nostra fede, infatti, non può che coinvolgere tutta la nostra esistenza, cioè indurci ad affrontare la vita con un animo rinnovato che ne determina e condiziona tutti gli aspetti e non solamente alcuni. Ma soprattutto il credente sa che la sua esistenza poggia su una speranza che nessuno può togliergli e che questa speranza lo induce a dare una risposta concreta nel qui e ora, anticipando il futuro promesso da Dio. Amen!

Foto: "Monreale god resting after creation" di sconosciuto - from book Monreale, die Kathedrale und der Kreuzgang“, Sizilia, 1976. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.