Diacone sì ma non ancora pastore

In Polonia il Sinodo luterano ha votato a favore dell’ordinazione delle donne al ministero pastorale, ma non è stato raggiunto il quorum necessario per cambiare lo statuto

Ci sono ancora chiese per le quali la piena ordinazione delle donne al ministero pastorale è un nodo da sciogliere.

Il Sinodo della Chiesa polacca luterana, riunitosi a Varsavia dal 1 al 3 aprile, ha votato una mozione relativa alla piena ordinazione delle donne al ministero pastorale. A scrutinio segreto la proposta ha ricevuto 38 voti favorevoli, 26 contrari e 4 astenuti, ma non è passata non essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi dei votanti, necessaria a modificare lo statuto della chiesa.

Secondo il vescovo Jerzy Samiec, capo della Chiesa evangelica della Confessione di Augusta in Polonia, tale risultato non indica che la chiesa abbia ceduto sulla sua posizione di nominare le donne al ministero ordinato della chiesa. «La chiesa è sulla strada e ogni cosa ha il suo luogo e tempo. Probabilmente questo tempo non è ancora arrivato. Sono triste, ma ho anche la piena speranza che questo si realizzerà un giorno. Forse prima di quanto pensiamo».

La discussione sull’ordinazione delle donne nella chiesa luterana polacca è in corso da oltre 70 anni. Dal 1963 le donne laureate in teologia possono insegnare, guidare culti e offrire la cura pastorale nelle congregazioni, mentre dal 1999 - grazie all’atto che ha stabilito l’ordinazione delle diacone - le donne possono anche svolgere servizi diaconali, e celebrare battesimi, matrimoni e funerali. Tuttavia, non possono essere ordinate pastore che, per la Chiesa evangelica della Confessione di Augusta in Polonia, significa non essere autorizzate a guidare congregazioni e a presiedere la celebrazione della Santa Cena.

Mentre vi è un forte accordo sulla parità tra uomini e donne, e sul contributo delle donne alla chiesa, coloro che si oppongono alla piena ordinazione delle donne al ministero pastorale sostengono la tesi secondo cui solo gli uomini devono guidare una congregazione. Questa tradizionale attribuzione dei ruoli di genere «è fortemente influenzata dal fatto che viviamo in un paese a maggioranza cattolica», ha affermato il vescovo Samiec. Questi sostiene che la partecipazione di tutti i membri sinodali (il Sinodo si compone di 40 laici e 28 membri ordinati, tra cui 14 donne) al recente voto significa comunque che «la maggior parte dei membri sinodali vedono la necessità di tale ordinazione».

Agnieszka Godfrejów Tarnogórska, coordinatrice regionale della Rete donne nella chiesa e società nell’Europa Centro-Orientale della Federazione luterana mondiale (Flm) ha detto che il voto del Sinodo è stato importante, nonostante il suo esito. «Per la prima volta teologhe polacche hanno visto che non sono sole in questo processo, perché la maggioranza del Sinodo ha votato a favore dell’ordinazione delle donne».

Secondo un comunicato stampa diffuso al termine dell’incontro, il Sinodo non rivedrà la questione in occasione della seconda sessione che si terrà il prossimo ottobre.

La Chiesa evangelica della Confessione di Augusta in Polonia conta 70.000 membri ed è parte della Flm dal 1947. Le sue sei diocesi, ciascuna delle quali è guidata da un vescovo, sono organizzate in 133 parrocchie guidate da 154 pastori, e 11 donne diacone.

Foto: Beata Michalek

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