Torna la giuria ecumenica al Festival di Cannes

La rassegna cinematografica dal 1974 premia pellicole con tematiche vicine alla spiritualità, alla religione, all’aiuto per il prossimo

Non c’è primavera che si rispetti senza il festival del cinema di Cannes, appuntamento glamour che resiste al tramonto dell’epoca d’oro dei divi del grande schermo, e rimane imprescindibile punto di riferimento sia per i critici alla ricerca di nuovi talenti e grandi conferme, che per il pubblico che spera di poter incrociare uno dei propri idoli respirando per un giorno un’ atmosfera hollywoodiana.

E dal 1974 accanto alle varie sezioni che caratterizzano la rassegna se ne è aggiunta una ulteriore, mirata a premiare quelle pellicole che in qualche maniera richiamano tematiche o argomentazioni vicine al mondo della spiritualità, del dialogo fra differenti confessioni, dell’attenzione al prossimo. Si tratta della Giuria ecumenica che è composta da componenti provenienti da varie fedi e da ogni angolo del pianeta. Lo scorso anno sulla Croisette i giurati ecumenici premiarono «Mia madre», l’ultimo lavoro di Nanni Moretti «per la maestria e l'elegante indagine, impregnata di umorismo, sui temi dolorosi a cui la vita ci mette di fronte».

Saranno giornate intense per i giurati impegnati a valutare un elevato numero di pellicole. La giuria ecumenica 2016 parlerà molto al femminile: presidente sarà Cindy Mollaret, giornalista e autrice con una consolidata esperienza in ambito di festival del cinema avendo fatto parte delle giurie ecumeniche di altre rassegne in tutto il mondo. A lei si aggiungono Karin Achtelstetter, canadese, segretaria della Associazione mondiale per la comunicazione cristiana e già responsabile delle relazioni media del Consiglio ecumenico delle chiese, oltre ad essere pastora della Chiesa luterana in Baviera, Teresa Tunay, filippina, giornalista e sceneggiatrice, membro del comitato fondatore di “Cinema” iniziativa culturale del vescovado cattolico filippino, Nicole Vercueil, francese, membro del consiglio di amministrazione di Pro-Fil, l’associazione cinematografica protestante francese, Gabriela Lettini, pastora e teologa italiana con studi sia alla facoltà teologica valdese di Roma che all’Unione theological seminary di New York, attualmente professoressa di teologia e di etica all’università di teologia di Berkeley in California di cui è anche decana. Unico uomo della giurai ecumenica sarà il prete diocesano della Costa d’Avorio Ernest Kouacou, direttore delle radio cattolica del suo paese e direttore della comunicazione della conferenza episcopale dell’Africa occidentale.

Foto By I, Bledard92, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2443603

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