La Baviera si stringe nel lutto in una liturgia ecumenica

Grande riconoscenza per chi ha gestito l’emergenza e per l’accoglienza da parte delle comunità religiose

Questa sera alle 20,30 si tiene a Monaco di Baviera una liturgia ecumenica di lutto e di commemorazione al centro ecumenico nel Villaggio Olimpico (del 1972): al suo interno si trovano infatti la Olympiakirche evangelico-luterana e la chiesa cattolica della Pace di Cristo (Frieden Christi). L’incontro – spiega il pastore Ulrich Eckert, per molti anni nelle chiese italiane e ora in Baviera– sarà presieduto dalla vescova regionale luterana Susanne Breit-Keßler, dalla decana luterana della città di Monaco Barbara Kittelberger e dal vicario vescovile cattolico Rupert Graf zu Stolberg.

In effetti, a seguito della strage di venerdì 22, nel corso della quale un giovane si è asserragliato, a Monaco di Baviera sparando e uccidendo una decina di persone, per lo più giovani, benché le motivazioni dell’accaduto siano state personali e dovute alla sua storia personale, molte sono state le prese di posizione delle chiese bavaresi.

Vi sono stati pronunciamenti da parte di Heinrich Bedford-Strohm, vescovo della Chiesa evangelica luterana in Baviera (Elkb) nonché presidente del consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (Ekd); del card. Reinhard Marx, arcidiocesi di Monaco-Frisinga (München-Freising) nonché presidente della Conferenza episcopale cattolica in Germania; un contributo molto ampio – per quanto riguarda il numero di rappresentanti di diverse chiese cristiane con il coinvolgimento anche della comunità ebraica di Monaco e dell’islam – si trova sul portale evangelicale Idea. Vi si cita ad es. anche una rappresentante dell’Esercito della Salvezza responsabile per l’Europa centrale.

Da tutti questi interventi si possono ricavare delle costanti: al di là dello sconforto, oltre agli appelli alla preghiera, si esprime gratitudine verso i tanti volontari che spontaneamente hanno ospitato degli sconosciuti in fuga e nei confronti delle forze dell’ordine; sono stati ribaditi inviti a non irrigidirsi nei confronti di persone con origini straniere e a cercare una corretta e differenziata informazione che non ceda a spettacolarizzazioni e unilateralismi, ma anche l’invito a non demonizzare i giovani sotto cura psicologica, e a non cedere a tentazioni di vendetta, il che significherebbe farsi impressionare da coloro che seminano incertezze, timore, terrore, morte: il vescovo Bedford-Strohm in questo contesto ha citato 2 Timoteo 1, 7: «Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, di amore e di autocontrollo».

Inoltre – prosegue Eckert – sono stati messi in opera dei team ecumenici per l’assistenza spirituale in situazioni di emergenza (Notfallseelsorge), praticamente da subito, appena iniziata la strage, sia per i parenti delle vittime, sia per i feriti sia per quanti hanno lavorato nel soccorso immediato. Diversi momenti di preghiera si sono svolti in molte chiese di Monaco domenica 24 luglio, anche in contesti ecumenici.

Da parte dell’opinione pubblica sono risultati subito molto chiari l’apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine soprattutto nel fornire tempestivamente informazioni anche attraverso i social media al fine di tranquillizzare il maggior numero di persone possibile e per evitare la circolazione di informazioni false; ed è poi risultato evidente e grande è l’apprezzamento per l’aiuto spontaneo che è stato fornito da parte di molti privati, ma anche di enti religiosi – conventi cattolici, chiese protestanti, associazioni musulmane – che hanno ospitato centinaia di persone bloccate nel centro di Monaco a causa del blocco totale dei mezzi pubblici, rimasto in vigore per almeno 7 ore.

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