La pazienza evangelica

Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 14-15

Seminate secondo giustizia e farete una raccolta di misericordia
Osea 10, 12

Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti. Guardate che nessuno renda ad alcuno male per male; anzi cercate sempre il bene gli uni degli altri e quello di tutti
I Tessalonicesi 5, 14-15

 

Come è difficile vivere un’esperienza comunitaria! La chiesa è un laboratorio per imparare a limare le proprie spigolature, una famiglia dove ci si scopre fratelli e sorelle senza esserci scelti. La conflittualità può essere alta ed è richiesta tanta pazienza. Ma essere pazienti non significa accettare tutto, in nome di un’ipotetica armonia. Pazienza non è far finta di niente o sopportare tutto, ma avere tempo per tutti, un tempo necessariamente differente. La madre sa che il neonato ha bisogno di continue cure. Il suo pianto è un richiamo che può trasformarsi in angoscia, se non è ascoltato immediatamente. Il tempo e le energie materne saranno necessariamente pilotati nell’accudire i bisogni del neonato. Se però quella madre non cambia la modalità di relazione quando il piccolo cresce, pronta a soddisfare pazientemente ogni bisogno ancor prima che venga espresso, quella donna combinerà danni educativi: non permetterà a suo figlio di crescere, invadendone gli spazi, non rendendolo autonomo.

La pazienza evangelica, più che essere l’arte di saper sopportare ogni cosa (questo è masochismo!), è la capacità di ricercare di continuo il bene degli altri.

Per essere pazienti, bisogna prima di tutto saper ascoltare. Capire dove è l’altro nel momento in cui si relaziona con te; e lavorare per ristabilire la giusta realtà, che non necessariamente è realtà uguale per tutti. I disordinati devono essere aiutati a fare ordine nella propria vita, gli scoraggiati vanno aiutati a ricercare le motivazioni perdute, i deboli vanno sostenuti affinché diventino forti e possano sostenere altri.

Quando la chiesa è laboratorio di pazienza dove si ricerca il bene di tutti, allora si semina giustizia e si raccoglie misericordia.