Daniele fu tirato fuori dalla fossa e non si trovò su di lui nessuna ferita, perché aveva avuto fiducia nel suo Dio
Daniele 6, 23

Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!
Ebrei 10, 35

 

«Io sono una persona franca. Le cose non le dico dietro le spalle. Non ho paura a dire quello che penso. E se qualcosa non mi sta bene, lo dico forte e chiaro». Quante volte abbiamo sentito qualcuno parlare in questi termini; forse anche noi stessi abbiamo usato parole come queste per giudicare chi sparla alle spalle. Certo, il parlare in faccia, affrontando chiaramente le questioni, evita i mormorii e i commenti così disdicevoli in qualsiasi comunità, ma ancor di più nella chiesa di Cristo. E tuttavia, anche questo stile diretto ha i suoi risvolti dolorosi. In nome della franchezza, si buttano altri nella fossa dei leoni!

Perché dietro il dire senza mezzi termini quello che si pensa, il parlare a ruota libera, può nascondersi il diritto a ferire e giudicare l’altro. Sotto gli abiti delle persone «franche», possono insinuarsi fiere pronte a sbranare. Le nostre assemblee di chiesa, a causa di questo malinteso che confonde la franchezza evangelica con il diritto di dire tutto quello che si pensa, a volte si trasformano in incontri di pugilato. La franchezza diventa aggressione verbale, le parole sono pugni. Solo apparentemente il sistema di comunicazione è democratico: di fatto, prevarica il più forte e l’assemblea è tenuta in ostaggio da chi interviene più a lungo.

Questo tipo di franchezza mondana non va confusa con la franchezza evangelica, che è invece coerenza di vita e si esprime con atti e parole che fanno di noi testimoni credibili dell’evangelo. Il prezzo che si paga, a volte, è molto alto e può arrivare fino al martirio. Anche Gesù, che parlava e agiva con franchezza, è stato gettato nella fossa dei leoni della storia e non ne è uscito indenne come Daniele. Diventare persone franche può voler dire essere persone scomode, che disturbano coloro che gestiscono male il potere, ma può anche voler dire educarsi ad usare le parole con sapienza, conformando anche il nostro parlare allo stile richiesto da Cristo, che agiva e parlava con gentilezza.

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