La storia, purtroppo, è nota. Dodici donne migranti, di cui una incinta, insieme a otto bambini sono state respinte a Gorino, frazione di Goro (Ferrara) mentre cercavano di raggiungere l'ostello che avrebbe dovuto accoglierle per un breve periodo. A fermare il bus che le trasportava, delle barricate improvvisate da un centinaio di persone al grido di “Mandateli via”. Un episodio che ha messo in imbarazzo lo stesso prefetto di Ferrara, Michele Tortora, che ha condannato senza appello l'atteggiamento degli abitanti del paese.

«Quello che si è consumato a Gorino è sicuramente una storia triste – commenta il pastore battista Emanuele Casalino, che si occupa delle comunità battiste e valdesi di Ferrara e Felonica Po - gli abitanti si giustificano dicendo che non erano stati avvisati e anche il sindaco ha dichiarato che il prefetto non lo aveva avvertito di aver “requisito” alcune stanze al bar ostello. Quindi quando si è saputo, la reazione sono state le barricate. Ma la cosa più triste è che sono volate parole impronunciabili, mentre la gente applaudiva al bus costretto a fare marcia indietro».

«Bisogna aggiungere che questa vicenda ha scosso molte persone del luogo perché Ferrara resta aperta all'emergenza migranti – ha aggiunto il pastore Casalino – negli ultimi mesi stanno arrivando molti rifugiati nella nostra zona, le strutture sono strapiene e siamo in difficoltà a trovare altre sistemazioni. C'è anche da dire che quando ci sono queste manifestazioni di intolleranza è possibile che siano fomentate da persone che arrivano da fuori proprio per gettare benzina sul fuoco. Quello che mi colpisce è che nemmeno le forze dell'ordine siano riuscite a sbloccare la situazione, e forse dobbiamo chiederci perché non abbiamo sgomberato la strada, in fondo si trattava di un centinaio di persone». Alla fine, come si sa, il prefetto di è visto costretto a indirizzare altrove le donne e i bambini, che hanno trovato infine accoglienza, dopo ore di attesa, nei paesi vicini.

«Come chiesa valdese di Felonica e Ferrara collaboriamo con le associazioni che si occupano di accoglienza da molto tempo e, in particolare, a Felonica insieme alla Caritas abbiamo accolto una famiglia siriana arrivata tramite i corridoi umanitari; presto potrebbero arrivare nuovi rifugiati», racconta ancora Casalino. «Come chiese siamo in prima linea sul terreno dell'accoglienza, da tempo abbiamo un ottimo dialogo con la comunità islamica locale. Grazie a un finanziamento dell'otto per mille stiamo ristrutturando un'ala della chiesa di Felonica– l'ex teatro – per allestire un centro sociale che si occupi di dialogo interreligioso e possa fare da ponte tra la comunità valdese e il territorio». L'importanza di coinvolgere la popolazione e lavorare insieme è la priorità: «Quando abbiamo accolto la prima famiglia siriana spiega infatti il pstore – abbiamo organizzato un'assemblea pubblica aperta alle diverse fedi sul presenti sul territorio, coinvolgendo amministrazione e cittadini, proprio per fugare eventuali timori».

Immagine: By Luciana Ferri - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=43511978

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