La povertà a tavola

Nella Gran Bretagna post-Brexit, quattro chiese protestanti lanciano l’allarme

La situazione economica della Gran Bretagna post-Brexit sta cambiando e non in meglio per le famiglie più povere del Regno. La svalutazione della sterlina fa prevedere un aumento dell’inflazione i cui primi effetti, secondo le previsioni della Bank of England, riguarderanno i beni di prima necessità, a cominciare dagli alimentari. «Già oggi le spese alimentari costituiscono una voce rilevante dei bilanci delle famiglie a basso reddito. Un aumento dei costi metterà sempre più persone nella condizione di non avere abbastanza da mettere sulla propria tavola», ricorda il pastore Richard Frazer, presidente della Commissione Chiesa e società della Chiesa di Scozia, dando voce ad un allarme condiviso oltre che dai presbiteriani scozzesi anche dall’Unione battista di Gran Bretagna, dalla Chiesa metodista britannica e dalla Chiesa riformata unita. Le quattro denominazioni – che insieme rappresentano circa 800mila cristiani protestanti del Regno Unito – hanno infatti lanciato un appello al governo affinché le famiglie più disagiate vengano protette dagli effetti del previsto aumento dell’inflazione. In particolare, preoccupa la decisione presa dal governo lo scorso gennaio di congelare per quattro anni gli aumenti ai sussidi sociali. «La decisione del governo è stata pensata quando l’inflazione era bassa e stabile – spiega Rachel Lampard, vice presidente della Conferenza metodista britannica -. Oggi le cose sono cambiate e il provvedimento mette a rischio le famiglie più povere i cui sussidi subiranno di fatto una sensibile e non prevista erosione». La questione riguarda una larga platea: «Stiamo parlando di circa 4 milioni di famiglie all’interno delle quali vivono 7.5 milioni di bambini e bambine – precisa Lampard -. Queste persone verranno colpite da tagli ben più profondi e rapidi di quanto previsto. E’ necessario che questa situazione venga riconosciuta e tenuta sotto controllo».

All’inizio del 2016 le quattro chiese, attraverso il loro Gruppo congiunto sulle questioni sociali, aveva pubblicato «Enough» un rapporto sulla povertà in Gran Bretagna nel quale sostenevano che il welfare dovesse incontrare i reali bisogni delle famiglie. Una linea che invece i governi conservatori degli ultimi anni hanno largamente disatteso, con decisioni come la regola dei due bambini che garantisce detrazioni fiscali solo per i primi due figli escludendone i successivi, o la diminuzione del tetto annuo massimo dei benefici che le famiglie possono ricevere. Secondo le chiese, le conseguenze sono evidenti: «Abbiamo già raggiunto numeri record di persone che usufruiscono dei banchi alimentari o che cercano un posto nei dormitori notturni gestiti dalle chiese – testimonia il pastore Stephen Keyworth dell’Unione battista britannica -. Se un sistema di sostegno sociale ha lo scopo di aiutare le famiglie in tempi difficili deve per forza esserci una relazione tra il prezzo del cibo e degli alloggi e il valore effettivo dei sussidi».

 

Foto: Pixabay

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