Vietato il burqa in Marocco

Non si potrà più produrlo o importarlo: un altro passo nel percorso di “laicizzazione” voluto da Mohamed VI

Niente burqa in Marocco: in tutto il regno è ormai vietato produrre, importare e mettere in commercio l’indumento, tipicamente afgano, che copre integralmente il corpo e il volto delle donne, lasciando solo una reticella all’altezza degli occhi. Comunque poco usato in Marocco, dove le donne si coprono il capo con lo hijab o, se utilizzano un indumento integrale, vestono il niqab, un velo nero che prevede un’apertura per gli occhi.

Il provvedimento sarebbe motivato da un fattore di sicurezza, visto che il burqa – secondo quanto riportato da una nota ufficiale del Ministero degli Interni – sarebbe stato utilizzato come travestimento da diversi criminali. Il Consiglio superiore degli ulema, incaricato di appoggiare la politica religiosa del paese, ancora non si è pronunciato sul divieto; quel che è certo è che molti sudditi di Mohammed VI, in particolare i salafiti, si chiedono ora se la proibizione sarà estesa anche al niqab. Certo è che la decisione si inserisce in una politica di “laicizzazione” del Paese o, più in generale, di un desiderio di collaborare con l’occidente nella lotta contro il radicalismo islamico. Come il corso di formazione rivolto agli imam inaugurato a Rabat nel 2015 e considerato dal re un pilastro della strategia marocchina contro l’estremismo religioso e il terrorismo.

Immagine: Di Nitin Madhav (USAID) - http://gemini.info.usaid.gov/photos/index.php , exakt source: http://gemini.info.usaid.gov/photos/displayimage.php?pos=-509, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7120404

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