Si conclude oggi l’incontro che ha visto i rappresentanti di sei paesi riunirsi in Birmania, a Yangon, per sviluppare legami tra anglicani, luterani e buddhisti.

L’obiettivo principale del meeting iniziato il 16 gennaio – che ha fatto confluire numerose persone da Corea, Giappone, Taiwan, Singapore, India e Sri Lanka – è stato quello di lavorare congiuntamente per produrre a breve una pubblicazione editoriale utile come strumento progettuale, una «guida per lo sviluppo delle relazioni soprattutto tra buddhisti e cristiani», si è detto nell’assise.

A lungo termine, infatti, «l’intento è quello di operare per rafforzare i rapporti tra i buddhisti, la Comunione Anglicana e la Federazione Luterana mondiale (Flm)».

Alla consultazione era presente il direttore dell’Agenzia della missione anglicana (Uspg) per le relazioni globali, Rachel Parry, il quale ha sottolineato: «Ci troviamo di fonte a tanti e importanti cambiamenti nel contesto birmano e il fatto che si sia potuta tenere questa strategica consultazione è il segnale evidente di questi preziosi cambiamenti. Una consultazione – prosegue Parry – che ha riunito persone provenienti da molte parti dell’Asia, cristiani e buddisti insieme, per condividere esperienze, usanze e tradizioni e per imparare gli uni dagli altri. C’è molto da fare e da comprendere insieme ma se saremo veramente aperti e disponibili, così come oggi ci definiamo, potremo impegnarci profondamente per dare un comune contributo e far fiorire nuova giustizia e pace nel mondo che abitiamo».

La Birmania è un paese a maggioranza buddista ma possiede una forte tradizione cristiana che conta circa 60mila anglicani e 26mila luterani.

«Questa consultazione, avvenuta in un momento delicato di transizione politica, dopo 60 anni di turbolenze riteniamo sia stata un segnale importante verso un futuro fatto di aperture», ha ricordato per parte sua anche il segretario generale della Comunione Anglicana, Giosia Idowu-Fearon.

Una consultazione simile a quella birmana era stata promossa da anglicani e luterani nel 2014 in Inghilterra, insieme alla diaspora Hindù.

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