Cec. Olav Fykse Tveit sull’attacco in Canada

«Ogni ricorso alla violenza in nome della religione, o motivato attraverso la religione è inaccettabile e pericoloso»

Dopo la strage alla Grande Moschea nel quartiere Quebec City di Ste-Foy dello scorso 29 gennaio, che ha causato la morte di cinque persone, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), Olav Fykse Tveit, ha inviato la propria vicinanza e solidarietà con quella dell’organismo ecumenico alle famiglie oggi in lutto e a quelle di tutti i feriti: «È necessario sfidare la violenza estremista, qualunque sia la sua provenienza e origine», ha ricordato Tveit in Svizzera nella sede del Cec a Ginevra. «Di fronte a queste brutalità – ha proseguito –, la famiglia umana, e così tutte le persone di fede e di buona volontà, devono rimanere unite e tornare con forza ad impegnarsi nel rispetto e nella cura del prossimo, proprio per prevenire qualsiasi tipo di violenza. Vi è una forma particolarmente subdola e di male quando si colpiscono luoghi di culto e preghiera; il principio stesso della libertà religiosa e di credo, vengono messi in discussione. Invece dev’essere tale principio dev’essere affermato e protetto in tutto il mondo come una responsabilità etica e giuridica fondamentale di governi e civiltà»

Tveit ha poi concluso, «ogni ricorso alla violenza in nome della religione, o motivato attraverso la religione è inaccettabile e pericoloso».

Immagine: via oikoumene

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