Levate gli occhi in alto e guardate: Chi ha creato queste cose? Egli le fa uscire e conta il loro esercito, le chiama tutte per nome
Isaia 40, 26

In lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili
Colossesi 1, 16

In questi versetti il profeta Isaia si sta rivolgendo al popolo che è in esilio, lontano dalla patria, lontano dalle proprie sicurezze, dai propri valori e anche dalla propria storia. Un popolo scoraggiato e angosciato che sente di non avere più speranza. Un popolo che non ha più la forza di sperare e che accoglie con diffidenza la possibilità di un nuovo esodo, di un ritorno alla terra promessa.

Si tratta di un popolo che ha sentimenti molto vicini ai nostri: noi non viviamo in esilio, anzi, siamo ben pasciuti nelle nostre case piene di comfort, ma vediamo con molta chiarezza il mondo che ci circonda. Il male che si diffonde, i bambini costretti a lavorare, quando non abusati e uccisi, i territori devastati dalle guerre e dall’odio, l’indifferenza reciproca che uccide i rapporti e le relazioni. Quante volte anche noi ci sentiamo abbandonati e senza più speranza! Quante volte siamo anche noi così scoraggiati da non vedere nel mondo altro che un teatro malvagio e tremendo. Quante volte ci siamo chiesti: dov’è Dio? Come mai non fa sentire la Sua voce?

E allora ecco che il profeta parla anche a noi, ad ognuno e ognuna di noi, e ci dice: apri gli occhi, alza lo sguardo, guardati intorno! Chi ha creato questo mondo? Chi ci ha donato il sole che scalda le nostre giornate, e la luna che illumina le notti? Chi ha diffuso l’amore che scioglie i cuori e la gioia che riempie i nostri sguardi salendo in montagna, osservando il mare, abbracciando un bimbo che gioca?

E dunque alziamo i nostri sguardi e alimentiamoci della gioia di Dio, invece che dell’angoscia dell’uomo!

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