Salomone pregò: «Tu hai mantenuto la promessa che facesti al tuo servo Davide, mio padre; e ciò che dichiarasti con la tua bocca, la tua mano oggi adempie»
I Re 8, 24

Avete gustato che il Signore è buono
1 Pietro 2, 3

Tempo fa il pastore battista brasiliano Alessandro Rocha scrisse un libro sui cinque sensi: vista udito, tatto, gusto e olfatto. Il titolo del libro in italiano era: Sensi chi parla. Nel capitolo sul gusto, Rocha apriva dicendo: «Che modo curioso scelse Gesù per parlare dell’elemento più importante di tutta la sua predicazione! Il Regno è un banchetto».

Anche l’epistola di Pietro sceglie un modo alquanto curioso per parlare del rapporto tra i credenti e il loro Dio: avete gustato che il Signore è buono. Noi non abbiamo l’abitudine di associare il Regno di Dio a un banchetto o il nostro rapporto con Dio ad un piatto gustoso. Peccato! Ma non è mai troppo tardi per diventare dei masterchef. Proviamoci.

La prima cosa da imparare è che se mangi insieme a qualcuno, prima o poi tra voi due ci scappa di mezzo un’amicizia. Un legame. Rocha diceva: un’alleanza. La tua alleanza con Dio è una ricetta gustosa.

La seconda cosa da imparare è che se vuoi a pranzo il Signore, devi accettare anche i suoi stravaganti servi, persone solitamente escluse dai festini. Esclusi anche da tutto il resto. Gli esclusi.

Il Cuoco, poi, ed è la terza lezione, sa anche farsi ricetta. Farà del corpo e dell’anima l’eterno pane, diceva Dietrich Bonhoeffer. Pane della vita, fonte d’acqua viva, vino pregiato. La folla invitata a prendere il pane moltiplicato da Gesù non è solo chiamata a condividere un’idea o un ideale, ma una vita. La vita piena d’amore di Cristo che si è fatta pane fragrante.

La quarta e ultima lezione ci insegna che noi non viviamo di solo pane, è necessaria la giustizia, che spesso richiede anche alle nostre vite questa miracolosa trasformazione in gustoso cibo per gli altri.

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