Il Signore non permetterà che il tuo piede vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà
Salmo 121, 3

Gesù, stesa la mano, afferrò Pietro e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»
Matteo 14, 31

Il pellegrino in marcia verso il santuario dove conta d'incontrare il suo Dio è ben consapevole di dover essere pronto ad affrontare ogni sorta di ostacoli e pericoli: la calura del deserto, il freddo della notte passata all'addiaccio, l'incontro eventuale con qualche pericoloso animale selvatico; quello, più probabile, con qualche bandito e così via dicendo. E non solo pericoli esterni, perché c'è anche la stanchezza fisica e interiore; il dubbio, i ripensamenti, le nostalgie. Tutte cose che possono essere prese come metafore del nostro pellegrinaggio; della fatica e talvolta anche della bellezza del nostro vivere giorno dopo giorno. Insomma del nostro pellegrinaggio esistenziale.

Ma anche (e ciò conta forse di più) del nostro cammino di fede. Quante volte ci capita di essere soli, incompresi, scoraggiati, dubbiosi! Quante volte ci domandiamo dove sia il Dio misericordioso e amorevole, quando cose più grandi di noi ci colpiscono nel fisico e nei nostri affetti!

Le due parole di quest'oggi ci rendono nota una promessa, anzi, di più, un impegno; però non come quelli nostri, che rispettiamo così così. Un impegno serio, «da Dio!»; rispetto al quale non ci è lecito insinuare alcun dubbio. E poi ci rende noto un fatto: quando le onde ci travolgono e rischiamo di morire annegati, c'è una mano che si tende verso di noi e che ci afferra.

Il pellegrino marcia verso il santuario per incontrare il suo Dio; la Bibbia ci dice che Dio ci ha incontrati, prima ancora che noi lo cercassimo.

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