L’interpretazione della legge

Un giorno una parola – commento a Deuteronomio 12, 32

Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai nulla e nulla ne toglierai

Deuteronomio 12, 32

 

Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti

Matteo 19, 17

 

La «Legge», i famosi 10 comandamenti, non sono stati dati per limitare la nostra libertà, ma per aiutarci a viverla nella sua pienezza. È impressionante constatare come, nel tempo, la «religione» abbia elaborato norme interpretative che ne hanno travisato lo spirito originario. Per esempio, digiuni, veglie, pellegrinaggi e così via dicendo, non appartengono allo spirito della «Legge» che il nostro Signore ha riassunto nella folgorante formula di amare Dio e amare il prossimo. Certo, si può sofisticare su chi sia il mio prossimo. Ma a tal proposito mi pare che Gesù abbia dato delle chiare, inequivocabili indicazioni.

C’è chi ha osservato che è assente nella Legge la dimensione ecologica. Forse non ha ben presente il IV comandamento.

Va piuttosto ricordato che tra i motivi del conflitto tra Gesù e la classe sacerdotale v’è stato il problema dell’interpretazione della Legge: l’amore che non conosce confini per lui; il potere per gli altri.

Da che parte stiamo noi?