Da solo spiega i cieli, cammina sulle più alte onde del mare. È il creatore dell’Orsa, d’Orione, delle Pleiadi, e delle misteriose regioni del cielo australe
Giobbe 9, 8.9

Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque
Apocalisse 14, 7b

Adorate (proskunêsate), questo verbo appartiene all’ambito della liturgia ed esprime non tanto un atteggiamento interiore quanto un atto di lode e di adorazione fatto pubblicamente. Possiamo ritrovare questa stessa espressione, ad esempio, nel Salmo 97. Nella prima parte del versetto Apocalisse 14, 7 l’esortazione alla lode e all’adorazione è messa in evidenza con espressioni che creano un ponte tra Antico e Nuovo Testamento: Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio (v. 7a). Si potrebbe tentare di lavorare sulle sensazioni che suscita in noi questo versetto… Timore o gioia? Angoscia o speranza? Le intenzioni dell’autore di Apocalisse sono molto chiare: di fonte a questo annuncio chi crede, chi si è sempre schierato dalla parte del bene e della giustizia non può altro che sperimentare gioia e speranza, esprimendole, insieme agli altri, per mezzo di una preghiera di lode. La lode scaturisce dalla chiara percezione dell’azione trasformatrice che Dio compie nei confronti dell’umanità e del creato intero.

D’altro canto l’esortazione di oggi ci mette in guardia conto ogni forma di «spiritualità a basso prezzo». Una spiritualità che si accontenta della contemplazione di un tramonto al mare o dell’ammirazione del cielo stellato in montagna. Sono esperienze apprezzabili ma non sufficienti. Chi ama e apprezza cose veramente preziose sa di dover andare oltre. Andare oltre per sperimentare pienamente la comunione con il Creatore affinché la Luce del Suo amore possa irradiarsi nell’universo intero.

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