Messaggi di solidarietà al medico varesino

Il presidente dell’Unione battista, Giovanni Arcidiacono, ha scritto un messaggio di solidarietà al dr. Andi Nganso, membro della chiesa battista di Varese

Il presidente dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi), Giovanni Arcidiacono, appena venuto a conoscenza dell’episodio di razzismo di cui è stato vittima il dr. Andi Nganso, gli ha inviato un messaggio di vicinanza.

«Desidero esprimerti tutta la solidarietà dell’Unione battista italiana e mia personale – scrive Arcidiacono – non solo per confermarti l’amore fraterno che ci vincola in Gesù Cristo nel comune sentimento di fraternità e di comunione, ma anche per esprimere la profonda indignazione che simili episodi suscitano in tutti noi. Il nostro Paese oggi è attraversato da rigurgiti fascisti e xenofobi; certa stampa crea, alimenta e diffonde idee razziste, contrarie allo spirito di uguaglianza sancito letteralmente dall’art. 3 della nostra Costituzione, e, quel ch’è peggio, le forze politiche ideologicamente conservatrici cavalcano le paure artatamente governate per averne in cambio un consenso politico finalizzato al proprio potere. A noi il compito oggi di farci guidare dal «sogno» di M. L. King nella lotta non violenta contro il razzismo con la profonda convinzione, rinnovata dalla fede, di essere stati chiamati all’Ascolto della Parola fatta carne che ci dice: «Nel mondo avrete tribolazioni, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo» (Giovanni 16, 33).

(…) Il Signore ti benedica, ti rafforzi nella fede, ti dia coraggio, grazia e pace. Tuo in Cristo.

Giovanni Arcidiacono».

Anche la Chiesa battista di Varese-via Verdi, di cui il dr. Nganso è membro, ha espresso in una lettera aperta la sua vicinanza: «La comunità battista di Varese, insieme a tutte le chiese battiste dell’Ucebi, esprime la piena solidarietà al nostro fratello Andy, che prima di essere medico è una persona, e un credente nel Signore».

«L’episodio – prosegue la lunga lettera – è avvenuto a ridosso della giornata della Memoria. Abbiamo letto e sentito in questi giorni tante testimonianze di protagonisti sull’argomento e nessuno vuole certo ripetere o trovarsi nella situazione di quei tedeschi, che chinavano la testa facendo finta di non vedere che i loro vicini di casa entravano nei lager, nei campi di concentramento, incontrando la morte, solo perché “ebrei, di un’altra religione, o di diverso orientamento sessuale o altro”.

È anche singolare che purtroppo diversi politici con più ampia audience mediatica, in una campagna elettorale già tesa, stiano mettendo uno contro l’altro ampi strati di concittadini, senza preoccuparsi delle conseguenze.

(…) Il 2018 è anche il 70° compleanno della Costituzione Italiana, nella quale si enunciano eguali diritti e opportunità per tutti. Episodi di intolleranza, che pensavamo relegati al passato, ma più attuali che mai, ci impongono di tenere alta la vigilanza e il dibattito sociale e politico contro il razzismo e l’intolleranza di qualsiasi tipo».

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