Il pastore Guido Rivoir nel primo giardino dei Giusti in Svizzera

Inaugurato ieri 26 aprile a Lugano. Il riconoscimento al pastore valdese per il suo impegno a favore dei profughi cileni negli anni '70

E’ stato inaugurato ieri 26 aprile a Lugano il primo giardino dei Giusti in terra elvetica. Un luogo all’interno del parco Ciani dedicato a donne e uomini che in ogni tempo e in ogni luogo hanno fatto del bene salvando vite umane. Per Giusti si intendono coloro che spesero parte della loro esistenza per salvare il prossimo ed opporsi con azioni individuali ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi, con un’attenzione particolare a chi ha contribuito al salvataggio della popolazione ebraica durante i terribili anni del nazifascismo. Non a caso il primo Giardino è stato creato nel 1960 proprio a Gerusalemme su iniziativa di Moshe Bejsk, uno dei circa 1100 ebrei salvati da Oskar Schindler, la cui vicenda è stata resa immortale anche dalla pellicola di Steven Spielberg.

4 alberi sono stati piantati alle presenze delle autorità locali e confederali, in memoria dei primi 4 Giusti che verranno qui ricordati: Francesco Alberti, sacerdote cattolico e giornalista impegnato strenuamente nella denuncia del nazifascismo; Carlo Sommaruga, diplomatico presso l’ambasciata Svizzera a Roma, per il suo impegno a protezione degli ebrei perseguitati insieme a sua moglie Anna Maria Valagussa; infine il pastore valdese Guido Rivoir (1901-2005), di origine valdostana (Champdepraz) ma di patria elettiva ticinese, residente a Lugano dal 1951 fino alla morte.

Come ricorda l’agenzia stampa Nev Rivoir negli anni ’70 fu tra i promotori e sostenitori dell’“Azione posti liberi”, grazie alla quale quasi 400 profughi cileni, da Milano vennero fatti varcare il confine con la Svizzera e accolti presso famiglie in Ticino. Il pastore, processato per favoreggiamento dell’immigrazione illegale, fu scagionato da ogni accusa dal tribunale, con la motivazione che la sua azione era di carattere umanitario. Cofondatore del mensile Voce evangelica (1939), contribuì all’integrazione del protestantesimo nella società ticinese, con trasmissioni evangeliche per la Radiotelevisione della Svizzera italiana e in ambito scolastico. Fu consigliere comunale a Lugano e deputato al Gran Consiglio ticinese (1979-’81) per il Partito socialista autonomo (PSA).

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