Essere in Cristo

Un giorno una parola – commento a Galati 3, 26

Signore, tu sei in mezzo a noi, e il tuo nome è invocato su di noi; non abbandonarci!
Geremia 14, 9

Perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù
Galati 3, 26

L’apostolo Paolo riformula il concetto di popolo di Dio, dimostrando come giudei e pagani, in quanto comunità costituita sulla base della fedeltà di Dio, siano insieme oggetto della sua promessa.

«Perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù». Paolo giunge al punto centrale del suo ragionamento. Il cambiamento di tono è netto, rivolgendosi ai Galati con un «voi». È avvenuto un cambio di direzione: il popolo di Dio non guarda più alla Legge come simbolo della propria identità, bensì a Cristo.

Per essere certo di non essere frainteso, Paolo ripete incessantemente: «in Cristo Gesù», «battezzati in Cristo», «rivestiti di Cristo», «uno in Cristo Gesù», «di Cristo» (cioè appartenere a Cristo).

L’essere incorporato a Cristo qualifica le persone come discendenti di Abramo, perché Cristo è la progenie di Abramo. Paolo guarda a Gesù e all’esperienza dei singoli cristiani; è interessato tanto a Cristo quanto all’incontro personale dei credenti con Lui.

Paolo prosegue descrivendo questa nuova realtà con le parole: «Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù». (v. 28).

Cristo crea una sola comunità. Crollano quindi non le differenze, bensì le barriere che separano: la circoncisione segnava la divisione tra giudei e non-giudei, mentre il battesimo in Cristo significa unità.

L’essere in Cristo non elimina le distinzioni fra giudei e greci, maschio e femmina, schiavo e libero, ma le rende irrilevanti davanti a Dio.

«Signore, pensiamo a tutti quelli che soffrono a causa dell’ingiustizia e del disprezzo, i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono schiacciati e umiliati. A tutti coloro che sono privati di ciò che necessitano per la loro vita. Ti preghiamo per coloro che sono privati della loro dignità, in prigione e nella persecuzione, e per quelli i cui diritti sono stati negati. Il tuo amore e la tua misericordia possano sostenerli ogni giorno» (dal Vietnam).