La diaconia in Europa guarda al futuro

Inaugurata l’Assemblea generale annuale di Eurodiaconia con le sue 46 organizzazioni cristiane: «il cambiamento demografico e l’instabilità politica destano preoccupazione»

«Come fornitori di servizi sociali, fondati nella fede cristiana, crediamo di avere un messaggio speciale e una visione specifica dell’Europa sociale», questo il messaggio di benvenuto che Romana Bèlovà, presidente di Eurodiaconia, ha voluto indirizzare ai partecipanti dell’Assemblea generale annuale di «Eurodiaconia 2018» inaugurata oggi a Wroclaw, in Polonia, con un culto ecumenico guidato dal vescovo luterano polacco Ryszaes Bogusz e una sessione plenaria, alla quale hanno partecipato oltre 90 persone in rappresentanza dei servizi sociali e sanitari europei fondati sulla fede cristiana.

Eurodiaconia, infatti, rappresenta le esigenze e le esperienze di 46 organizzazioni nazionali e regionali in 32 paesi europei, tra cui la Diaconia Valdese, rappresentata da Victoria Munsey che siede nel Consiglio direttivo.

L’incontro di quest’anno ha come focus «l’Europa e l’impegno sociale: un continente in rapido sviluppo e in continuo cambiamento», ricorda Munsey.

«L’aumento delle disuguaglianze e della disoccupazione e così il cambiamento demografico e l’instabilità politica in tutta Europa, sono alcune questioni che destano preoccupazione alle organizzazioni cristiane che fanno parte di Eurodiaconia. Pertanto – prosegue Munsey –, esamineremo questo nuovo mosaico religioso, culturale e politico europeo per meglio comprendere cosa significhi parlare di “Europa sociale” in una prospettiva diaconale».

I tre giorni di lavori «consentiranno ai partecipanti di prendere parte a workshop tenuti da partner di Eurodiaconia – ricordano i responsabili della comunicazione Antonio La Mantia e Michal Karski – con approfondimenti su temi connessi all’Europa sociale: l’accesso ai servizi sociali e sanitari, il cambiamento politico, le prossime elezioni del Parlamento europeo e il ruolo dei fornitori di servizi sociali religiosi nell’Europa di oggi concentrando – proseguono – le nostre preoccupazioni sui rischi relativi all’esclusione sociale e all’estrema povertà»; il programma offrirà inoltre ai partecipanti l’opportunità di visitare nove servizi e progetti realizzati a Wroclaw dagli ospiti della diaconia polacca.

Eurodiaconia tra dipendenti e volontari impiega persone in ogni angolo del continente. In molti paesi i suoi membri sono il primo, o fra i primi, fornitori di servizi sociali, coprendo così i bisogni fondamentali per intere società: ospedali, scuole, case di cura, centri per rifugiati e tanto altro. Heather Roy dal 2008 è la segretaria generale: «insieme lavoriamo per un cambiamento sociale più equo e più giusto in tutta Europa; e lo facciamo in piena autonomia».

È prevista una dichiarazione ufficiale al termine dell’Assemblea, che sarà diramata in occasione della sessione conclusiva prevista il 15 giugno.

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