Désert, i protestanti francesi all'appuntamento più sentito

Marie Durand e le altre, le donne protagoniste dell’annuale assemblée all’aperto

Migliaia di persone, da tutta la Francia e anche da vari paesi esteri si sono ritrovate, come ogni prima domenica di settembre, nel comune di Mialet, nel sud del paese, fra i monti delle Cévennes. Il culto all’aperto in mezzo ai boschi, dibattiti e riflessioni, festa comunitaria: tutto questo è l’Assemblée du Désert, l’appuntamento probabilmente più caro ai protestanti francesi. Poche case in pietra in paese, sono questi i luoghi delle vicende, spesso tragiche, degli Ugonotti fra il XVII e il XVIII secolo.

Con il termine Désert si intende il periodo di forti persecuzioni subite dagli Ugonotti nel periodo compreso fra la revoca dell’editto di Nantes (1685) e la rivoluzione francese (1789). Un secolo di battaglie, repressioni, violenze, isolamento. Il deserto è anche il simbolo dell’esodo del popolo di Israele dalla Terra Promessa, traslato e associato in questo caso alle pene dei protestanti francesi. 

Quest’anno tutta la giornata di domenica 2 settembre è stata dedicata alle donne, nel duecentocinquantesimo anniversario della liberazione di Marie Durand, fra i simboli delle tragedie vissute in queste terre durante il secolo dell’Illuminismo. Durand trascorse 38 anni (1730-1768) rinchiusa a causa della propria fede e di quella dei familiari nella Tour de Constance ad Aigues-Mortes, paese che oltre un secolo dopo, a fine ‘800, tornerà al centro della cronaca per il massacro di immigrati italiani per mano dei lavoratori francesi che accusavano i nostri connazionali di rubare loro il lavoro; vittime di una caccia all’uomo scatenata da una falsa notizia, una fake news (ma la storia non ci insegna nulla evidentemente). Come lei altre 91 donne protestanti finirono nella fredda e umida torre negli anni fra il 1718 e 1761, ma di molte si sono perse le tracce. Marie Durand sapeva leggere e scrivere, e per questo ci rimangono 49 lettere conservate al museo del protestantesimo francese di Parigi, e ci rimane il celebre “Register” , “Resistere” in lingua occitana, inciso nella pietra della torre e a lei attribuito.

Tutta femminile quindi la conduzione della giornata di domenica, a partire dal culto presieduto da Sophie Zentz-Amedro, pastora della Chiesa protestante unita di Francia a Orange-Carpentras nei pressi di Avignone e preceduto dal battesimo di bambini e adulti. Il pomeriggio è stato il turno di Inès Kirschleger dell’università di Tolone e della teologa battista Valérie Duval-Poujol ricordare proprio le storie delle donne della torre. Non solo Durand, ma anche Suzanne de Robilard, Anne de Chaussepied, Blache Gamon e altre.

Prima del rompete le righe e dell’arrivederci al prossimo anno, messaggio finale affidato a sorella Mireille, priora delle diaconesse di Reully, comunità religiosa protestante femminile fondata a Parigi nel 1841.

 

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