Il volere e l'agire

Un giorno una parola – commento a Filippesi 2, 13

Il SIGNORE, il tuo Dio, ti colmerà di beni; moltiplicherà tutta l'opera delle tue mani
Deuteronomio 30, 9

Dio produce in voi il volere e l'agire, secondo il suo disegno benevolo
Filippesi 2, 13

Sembra quasi paradossale che una riflessione del genere sul fare venga fatta da un uomo, l’apostolo Paolo, mentre era probabilmente in prigione. Ma forse non di fare si tratta se teniamo presente la distinzione aristotelica tra «fare», cioè limitarsi ad eseguire un compito, e «agire», cioè dare un senso, una direzione di marcia al proprio stare al mondo. 

Ed ecco che Paolo, bloccato innaturalmente nel suo fare, agisce, dà un senso al suo tempo in prigione mantenendo i rapporti con i fratelli e le sorelle della comunità di Filippi, a cui egli è riconoscente per quello che hanno fatto per lui: in questa lettera emerge infatti l’amore di comunione che in Dio condividono.

Questa Parola interpella in tutta la sua portata esistenziale anche noi oggi, bloccati non nel nostro fare, ma in un’epoca dominata dal dover fare, in una società che ci vuole competitivi, sempre produttivi ed efficienti. La Parola dell’apostolo ci dice di agire e dare una direzione al nostro fare nella ricerca di un senso, di un modo di vivere la nostra esistenza quotidiana che «salvi la vita», un desiderio di vita piena che si attua nella consapevolezza che la salvezza incomincia qui sulla terra sotto forma di un’arte di vivere. Un agire che diviene progetto di senso solo se ci fermiamo e lasciamo spazioalla creazione di quel volere che solo nel silenzio e nell’ascolto interiore può essere compreso, un volere che è la radice di una vita ricca e significativa, che coinvolge mente e cuore nelle cose di ogni giorno. E per Paolo l’incarnazione di Cristo ha ridato senso e significato alle nostre vite. «E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù» (Fil. 1, 6). Paolo vede che è Dio che in Gesù Cristo suscita nel cuore dell’uomo la capacità di coniugare volere e agire. 

Diamo quindi oggi forma, con la nostra vita, al Suo disegno di amore, che abbiamo intuito e accolto.

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