17 febbraio. Valdesi ed ebrei per i diritti di tutti

A Torino tre giorni d’incontri, proiezioni e attività all'insegna della «libertà e dei diritti civili»

«Il 17 febbraio non è solo il giorno in cui ricordiamo la promulgazione dei diritti civili a valdesi ed ebrei da parte del re Carlo Alberto di Savoia nel 1848, se è certamente un giorno di festa, è per noi anche un’occasione per riflettere sui diritti umani oggi in Italia», lo ha ricordato ieri mattina 11 febbraio in conferenza stampa, presso il Comune di Torino, la presidente del concistoro della chiesa valdese Patrizia Mathieu, elencando gli eventi che si terranno nel Capoluogo piemontese in occasione della Settimana della libertà promossi dalla Chiesa Valdese, dalla Comunità Ebraica e dal Centro Culturale Protestante di Torino con il patrocinio della Città di Torino.

«Per due anni, da quando si è deciso di celebrare la ricorrenza, lo abbiamo fatto proponendo il tradizionale “falò valdese” nel “salotto di Torino” di Piazza Castello; quest’anno – rileva Mathieu – abbiamo deciso di dedicare più appuntamenti con richiami rivolti a tutta la città, come ad esempio attraverso l’illuminazione della Mole.

«Dal 15 al 17 febbraio – ha proseguito Mathieu – la Mole Antonelliana, simbolo della città, sarà illuminata con due immagini che si alterneranno: il logo della manifestazione con i colori delle due precedenti edizioni e lo slogan di quest’anno: “17 febbraio. Valdesi ed ebrei per i diritti di tutti”. Proprio per ribadire che la ricorrenza non è solo una nostra festa tout court; bensì è una festa laica per i diritti civili di tutti.  Per questo – prosegue –, sabato 16 febbraio alle ore 19,45 saremo in piazzetta Primo Levi a Torino con la lettura pubblica della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e alle 21 ci sposteremo presso la Casa valdese in corso Vittorio Emanuele II 23, dove è previsto un momento musicale con i Cori delle comunità ebraiche e valdesi. Dalle ore 15 alle 22,30 è prevista l’apertura straordinaria del tempio valdese a cura del gruppo di volontari del tempio aperto della nostra Chiesa, dove è stato predisposto un grande schermo sul quale sarà possibile seguire gli eventi che si terranno davanti alla Sinagoga e all’interno della Casa Valdese. Domenica 17 febbraio, infine, alle 16 presso il Polo del ’900 in corso Valdocco 4 si terrà il Convegno “Diritti umani oggi” al quale parteciperanno: Andrea Giorgis, Edoardo Greppi, Philippe Poirier, Luciano Scagliotti e Alberto Sinigaglia».

In occasione del 17 febbraio (lo abbiamo ricordato nei giorni scorsi su Riforma.it con l’articolo di Marco Rostan) pubblicato dall’editrice Claudiana, è disponibile il tradizionale opuscolo curato dalla Società di Studi Valdesi, curato dal pastore Giuseppe Platone.

«Da un lato – ricorda Rostan – vi è il tradizionale anniversario del XVII Febbraio, festa civile e non solo religiosa, festa delle libertà di tutti; dall’altro vi è la necessità di cancellare definitivamente la legge fascista sui “culti ammessi” del 1929, tuttora in vigore per le confessioni religiose che non hanno stipulato una Intesa».

Da tempo, gli organi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia chiedono ai governi di approvare una legge quadro per la libertà religiosa: «materia eccezionalmente importante e delicata per il presente e il futuro di una società sempre più pluralista anche sotto il profilo confessionale», afferma Platone ricordando che nel maggio del 2018 un’Assise della Fcei ribadì quest’esigenza dicendosi pronta a sostenere progetti interculturali rivolti a studenti, insegnanti, amministratori locali, operatori nei servizi, giornalisti.

L’opuscolo del XVII Febbraio è utile per rileggere la vicenda storica «dai primi falò di 171 anni fa, e si proietta nell’oggi con un’analisi del nuovo pluralismo religioso (Paolo Naso), con un testo di Franco Becchino di una conferenza pubblica del 2012 dal titolo «Libertà religiosa: la posizione dei protestanti». E ancora: una appassionata conversazione tra Franco Becchino e Alessandra Trotta, un’intervista di Giuseppe Platone a IIaria Valenzi sulla auspicata legge sulla liberta religiosa e un saggio di Miguel Gotor sulla tolleranza».