Le chiese per una sola Corea, unita

Prove: «Il Consiglio ecumenico delle chiese ha rafforzato il suo sostegno e il suo impegno per la riconciliazione e la riunificazione nella penisola coreana»

 per l'uIl Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) insieme all’Istituto coreano per l’unificazione nazionale hanno riflettuto lo scorso 10 maggio sul tema cooperazione internazionale con l’intento di migliorare la situazione dei diritti umani e rafforzare l’impegno ecumenico e diaconale nella Corea del Nord.

L’incontro si è tenuto a Bossey, presso il Centro ecumenico di Ginevra. Peter Prove, direttore della Commissione delle chiese per gli affari internazionali del Cec, ha fornito una panoramica dettagliata di tutti gli sforzi messi in campo dal Cec in tema di diritti umani e di pacificazione promossi in questi anni nel mondo: «Il Cec ha rafforzato il suo sostegno dentro e fuori le chiese per far crescere l’impegno ecumenico verso la pace, la riconciliazione e la riunificazione nella penisola coreana – ha ricordato Prove chiedendo che – le sanzioni economiche possano essere immediatamente revocate»; revoca che risolverebbe questioni umanitarie urgenti.

Sono poi state ricordate le raccomandazioni inviate dalla Nazioni Unite per il rispetto dei diritti umani alla Repubblica popolare democratica di Corea. Il dottor Bo Hyug Suh, direttore dell’Istituto coreano per l’unificazione nazionale, ha rilevato «la Repubblica popolare democratica di Corea sembra promuovere con più impegno la difesa dei diritti umani» e che vi sono impegni attualmente molti presi per «attuare gli accordi inter-coreani e per agevolare l’arrivo di aiuti umanitari per il sostentamento delle persone».

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