La Fondazione Betania e il suo sportello per le donne

Cordelia Vitiello: La Fondazione Betania è in prima linea contro la violenza sulle donne con un presidio permanente

La Fondazione Betania è in prima linea contro la violenza sulle donne con un presidio permanente.

«La violenza sulle donne è tutt’altro che diminuita. Non bisogna farsi trarre in inganno dai dati pubblici perché le denunce sono una piccola parte di un fenomeno culturale e sociale ancora molto diffuso che riguarda le violenze fisiche, ma soprattutto psicologiche e verbali, senza parlare di quelle sui luoghi di lavoro», afferma al magazine Scrivo Napoli.it  Cordelia Vitello, presidente della Fondazione Evangelica Betania e Vicepresidente del Concistoro e rappresentante legale della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi). 

Nel 2018 ricorda il giornale napoletano online, nella regione Campania 1.258 donne hanno trovato il coraggio di denunciare recandosi presso un Centro antiviolenza, ma sono molte di più quelle che subiscono violenze e non le denunciano «circa 50 donne ogni anno si rivolgono al nostro Pronto Soccorso (3-4 al mese) dopo aver subito violenze - afferma Vitiello -; poi vengono seguite e indirizzate all’autorità giudiziaria». Violenze sessuali, dice a Scrivo Napoli.it Vitiello, denunciate «soprattutto da donne extra comunitarie. La gran parte, invece, si rivolge a noi dopo aver subito aggressioni, percosse per stress da mobbing e violenza verbale».

La Fondazione Evangelica Betania, si legge ancora su Scrivo Napoli, è impegnata a contrastare la violenza sulle donne attraverso diversi progetti. 

«Per le donne che si rivolgono a noi - prosegue Vitiello -, e non solo vittime di violenza fisica, in questi anni abbiamo avviato due progettiPrendiamoci cura di lei e Rose Rosa, che costituiscono un unico spazio di ascolto, aiuto e sostegno, non solo medico e psicologico per donne italiane e straniere con disagi familiari e sociali».

Nell’ambito dell’ampio percorso dell’Ospedale Solidale, che nel 2018 ha offerto assistenza gratuita a 3629 persone, una presenza preponderante è quella degli ambulatori solidali. I progetti sono finanziati grazie al contributo dell’Otto per mille delle Chiese evangeliche Metodiste e Valdesi e dalle Chiese evangeliche luterane

Leggi l’intervista completa su Scrivo Napoli.it.

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