Seguire l’esempio di Gesù

Un giorno una parola – commento a Matteo 4, 23

Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il tuo popolo meraviglie, quali non sono mai state fatte su tutta la terra»
Esodo 34, 10

Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo
Matteo 4, 23

Qui Gesù è presentato come un maestro e un predicatore itinerante. Lo vedono in tutta la Galilea, dentro le sinagoghe e in mezzo al popolo. Egli insegna a ben comprendere la Legge e i profeti, gli Scritti sacri e la volontà di Dio che emerge da quei testi. Come ogni Maestro (Mat. 13, 52), egli insegna cose vecchie e cose nuove, cose risapute, ma presentate sotto una luce nuova, e cose totalmente nuove, come avvenne nella sinagoga di Nazareth (Luca 4, 16-29). Lì Gesù da alcuni venne criticato e minacciato di morte, altri lo seguirono.

Fuori dalla sinagoga Gesù incontra il popolo, a cui non fa mancare la sua vicinanza e la sua parola con l’annuncio del regno, anzi, con le sue opere potenti di guarigione dalle malattie e dalle infermità egli rende presente la realtà del regno di Dio. Chi non avesse compreso le sue parole pronunciate nella sinagoga di Nazareth, non poteva non vedere la realtà nuova di guarigione e di salvezza che egli portava. Ed ecco le folle che lo seguono. Non si lasciano influenzare dai giudizi dei capi del popolo, perché ora hanno veduto con i propri occhi che Gesù è una realtà nuova in mezzo a loro.

Come credenti e come chiese ci piace presentarci come discepoli di Gesù. Presentiamoci, dunque fuori, fuori dalle sinagoghe ecclesiastiche, in mezzo al popolo, come portatori dell’evangelo del regno e di una parola di conforto e di guarigione per gli ammalati e le ammalate. Mettiamo da parte le paure delle critiche, mettiamo da parte il pensiero di delegare ad altri quel che sappiamo essere compito nostro. Là fuori è pieno di gente che attende di ascoltare la parola del regno che con Cristo è venuto fino a noi: sono gli ammalati, afflitti, depressi, scoraggiati, persone che attendono di essere guariti e con l’annuncio dell’amore di Dio per loro troveranno nuova vita.

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