Stare davanti a Dio

Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 7

Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicinati per ascoltare
Ecclesiaste 5, 1

Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole
Matteo 6, 7

Non servono troppe parole per ottenere risposte da Dio. Egli, infatti, conosce i nostri pensieri, prima ancora che noi li formuliamo. Non servono troppe parole nemmeno nei rapporti col nostro prossimo. Spesso le troppe parole si trasformano in forme di violenza e di prevaricazione. Le persone petulanti usano troppe parole. Anche le persone dotate di buoni strumenti culturali possono usare troppe parole per prevalere, per raggirare e confondere chi è meno attrezzato. In un altro brano Gesù precisa che «il di più viene dal maligno» (Matteo 5, 37). 

Gli evangeli, tuttavia, ci presentano casi di preghiere insistenti, come quello della vedova che vuole ottenere giustizia persino da un giudice ingiusto (Luca 18, 2ss). I Salmi, poi, sono splendidi esempi di preghiere, a volte lunghe, sempre comunque ben strutturate e ricche di contenuto. Questi non sono esempi di preghiere con troppe parole; non sono preghiere ripetitive. Al contrario, articolano un discorso che vuole fare chiarezza, innanzitutto in chi prega. Con la preghiera, che non sempre è fatta di richieste insistenti, si precisa il proprio stato, ora di gioia, ora di dolore, ora di bisogno e lo si espone davanti a Dio, accompagnandolo con la lode e la confidenza di chi sa di essere guardato con simpatia.

Pregare è stare davanti a Dio, ora in silenzio, ora in contemplazione, ora con sospiri, ora con richieste, sempre contenti di condividere con Dio momenti della propria vita, sempre inondati dalla sua presenza e dalla sua santità. È in questa consapevolezza di godere dell’essere ammessi davanti al trono di Dio, inondati dalla sua meravigliosa luce che le nostre richieste appaiono come piccole cose e vengono persino dimenticate. Davanti a Dio non abbiamo nulla da chiedere, perché in quella condizione abbiamo ottenuto molto di più di quel che volevamo chiedere. Si va a Dio carichi di bisogni, ne ritorniamo ricchi di benedizioni.

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