Gesù Cristo è lo sposo

Un giorno una parola – commento a Marco 2, 19

Si udrà ancora il grido di gioia e il grido d’esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, la voce di quelli che dicono: «Celebrate il Signore degli eserciti, poiché il Signore è buono, poiché la sua bontà dura per sempre»
Geremia 33, 11

Gesù disse loro: «Possono gli amici dello sposo digiunare, mentre lo sposo è con loro? Finché hanno con sé lo sposo, non possono digiunare»
Marco 2, 19

Spesso, per varie ragioni e in vari momenti, non c’è davvero niente per cui essere allegri. Un male che imperversa nel mondo assumendo forme sempre nuove e più potenti: il sistema economico turbo-capitalista, che distrugge relazioni, culture, bisogni umani, la natura. L’egoismo che incrementa la guerra fra poveri, il razzismo, la xenofobia, l’omofobia, la povertà. A livello personale capita sempre più spesso di vivere crisi materiali o psicologiche, crisi spirituali o di senso. L’Evangelo di Gesù Cristo, nel mezzo di questa situazione, ha lo spiazzante ardire di invitarci ad una festa di matrimonio, di gioire insieme allo sposo, di definirci amici dello sposo. Mediante questo invito ci raggiungono uno scopo, un’identità, una novità. Dio ha deciso di convolare a nozze col mondo e con l’umanità: questa è la novità. Atteggiamenti di contrizione, di cinismo, di moralismo, di chiusura nel proprio privato, appartengono ad un prima, spazzato via dall’inizio della festa. L’identità è quella di vivere come amici di Dio: io non vi chiamo più servi, ma amici. Un Dio che vuole noi come suoi amici. Suoi partners, collaboratori e collaboratrici nell’avanzata del suo Regno. Lo scopo è la gioia. Scopo che diventa arma di lotta contro tutti coloro che, con le parole o le azioni, vogliono seminare e diffondere morte e distruzione. Gioia perché Dio era in Cristo nel riconciliare con sè il mondo intero: questa riconciliazione è il matrimonio di Dio, noi i suoi amici. Ma ogni matrimonio che si rispetti deve avere un banchetto, di tale qualità che resterà per tutti indimenticabile: Gesù Cristo è il banchetto. Gesù Cristo è lo sposo, il banchetto di nozze, l’amico degli amici dello sposo. È lo sposo che Dio ci manda, è l’agnello che toglie il peccato del mondo, è il Risorto che, da buon amico come nessun altro, resterà accanto a noi per sempre e in ogni momento. Andiamo a Cristo, la tavola è pronta, la gioia che combatte il male con l’amicizia dello sposo, ci è offerta ora. E, se affronteremo un tempo di privazione, sarà un digiuno che è attesa che lo sposo ritorni.

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