Una chiesa viva, che fa proposte

È mancato il  Sinodo, non  l’attenzione per la comunità civile, la teologia e la storia

Il Covid ci ha impedito di celebrare Conferenze distrettuali, Assemblee di chiesa e di Circuito: era quindi impossibile tenere un Sinodo, anche per questioni logistiche, si pensi a viaggi, alloggi, distanziamenti ecc. Il rischio era di non fare nulla aspettando che la situazione migliorasse. Va invece riconosciuto alla Tavola valdese il coraggio di aver voluto osare una proposta: Generazioni e Rigenerazioni, avere cura di persone memoria e territori. Dopo la mini-edizione de «Una torre di libri», utilizzando l’apposito tendone dietro l’Aula sinodale, dal 24 al 30 agosto si sono succeduti dibattiti, incontri e presentazioni che hanno dato un’illustrazione del ventaglio di iniziative in cui le chiese metodiste e valdesi è impegnata spesso in dialogo con la società civile.

Altri articoli illustreranno i singoli appuntamenti, io vorrei invece sottolineare come sia emerso uno spaccato delle molte frontiere in cui la predicazione della chiesa, fatta di Parola, comunione e diaconia, è attualmente impegnata. La preoccupazione per il creato, fatto anche dalle piccole realtà delle “aree interne” del Paese, spesso abbandonate a sé stesse, dove abbiamo udito le voci di alcuni sindaci delle valli valdesi, ma anche del lavoro che si tenta in molte altre realtà come Venosa-Rapolla o Riesi. La consapevolezza che le piccole realtà sono state meno toccate dalla pandemia, mentre il rischio, mondiale, dell’accentramento nelle grandi città espone la gente e la natura a rischi crescenti.

Non poteva mancare il fronte dell’assistenza ai migranti, da Mediterranean Hope a quanti lavorano nell’agricoltura, sottopagati e ospitati nei ghetti. Grande è stato lo sforzo informativo e di discussione della nostra Diaconia: dalle nuove forme dell’abitare alle preoccupazioni delle nostre opere durante e dopo il Covid, molte sono le possibilità e le sfide aperte al nostro servizio oggi e in futuro che, temiamo, sarà ancora più povero soprattutto per chi già è povero

Alcune proposte, che avrebbero potuto sembrare affastellate, si sono invece rivelate vincenti. Penso alla serata sugli “itinerari”, nella quale abbiamo sentito chi si impegna a conservare la nostra memoria e a renderla disponibile a tutti, chi cerca di rendere chilometri di sentieri disponibili ai portatori di handicap, chi fa scuola (il Collegio valdese) cercando la massima inclusività. Alla fine appariva chiaro come lo sforzo di abbattere la barriere sia una strada che stiamo cercando di percorrere con grande sforzo e impegno. Il problema Covid era presente in molti dibattiti, ma l’ho sentito affrontare con voglia di progettualità e non di lamento, parlando sia di salute delle donne sia di opere sociali o di bambini e bambine.

Queste giornate sono state anche un contenitore per cose che, annualmente, accadono accanto al Sinodo. La “Giornata Miegge”, sul tema della predicazione, mi è apparsa un po’ slegata: le tre relazioni teologiche del mattino non abbiamo potuto discuterle e la relazione di tipo più culturale e filosofico del pomeriggio non era collegata alla prima parte. Il Corpo pastorale/Assemblea degli iscritti a ruolo, riunitosi per tre ore, chi in presenza chi in streaming, ha soprattutto ascoltato il racconto commovente di tre fra pastori e pastore, diaconi e diacone che hanno svolto il loro ministero in territori particolarmente colpiti dalla pandemia o dall’isolamento. Vi è stato spazio anche per l’editoria con la presentazione di alcuni libri: quello a fumetti su Gesù, e sul Museo valdese di Torre Pellice; segnaliamo come lo stand-libreria fosse sempre presente. Una serata si è occupata della informazione sulla pandemia oggi, con un excursus storico sulla nostra stampa ai tempi dell’epidemia di “spagnola”. La musica ha accompagnato alcuni dibattiti e sono stati presentati due concerti nel tempio, uno dei quali contro la violenza alle donne. Bella l’idea di dedicare un giorno all’informazione, partendo dai bambini, scuola domenicale e Amico dei fanciulli, dialogando con chi si occupa di educazione dell’infanzia in ambito ebraico e cattolico.

In questi incontri la multimedialità ha fatto la parte del leone, dove la professionalità e la serietà di chi lavora a Radio Beckwith evangelica si sono potute apprezzare: quasi tutto ha potuto essere guardato anche da remoto, molti interventi sono stati fatti (via Zoom) da relatori non presenti a Torre Pellice. Alcuni dibattiti sono stati arricchiti da presentazioni e filmati: credo che questi siano segnali decisivi di cambiamento dei nostri modi di comunicare e di discutere.

Mi sia concesso di segnalare alcune mancanze: la principale è la quasi totale assenza di spazi di vita spirituale vissuta: preghiere, meditazioni, riferimenti biblici, eppure anche questa è una drammatica necessità di rigenerazione della nostra Chiesa tutta. Le chiese locali mi sono poi parse assenti: nei dibattiti si è parlato pochissimo, quasi nulla, dello stato effettivo delle nostre comunità, delle loro ansie, delle loro difficoltà e delle loro speranze, assenza che ho verificato nella carenza di partecipazione alle giornate da parte dei membri di chiesa. Un grosso grazie va alla comunità di Torre Pellice per aver ospitato alcuni dibattiti nel Tempio e per l’organizzazione di un mini-bazar e rinfresco nella Casa unionista.

Il bilancio generale è comunque positivo, abbiamo reagito al generale senso di disorientamento, abbiamo fatto e sentito proposte, sappiamo che la Chiesa, gravemente menomata dalla mancanza del Sinodo, è comunque viva. Grazie alla Tavola valdese per questa iniziativa e, soprattutto, grazie al Signore per averla ispirata.

Foto di Pietro Romeo

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