Il Consiglio ecumenico delle chiese chiede protezione per il premio Nobel Mukwege

Il medico congolese che ha curato decine di migliaia di donne vittime di violenza è oggetto di minacce nel suo Paese. L'intervento del Cec e dell'Alto Commissariato Onu per i diritti umani

Dopo aver appreso delle minacce di morte contro il premio Nobel Dr Denis Mukwege, medico, premio Nobel per la Pace 2018, direttore del Panzi Hospital di Bukavu nella sua Repubblica Democratica del Congo, il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) ha esortato i funzionari delle Nazioni Unite a invitare il governo congolese a garantire la protezione della vita di Mukwege .

In una lettera, Peter Prove, direttore della Commissione delle Chiese per gli affari internazionali del Cec, ha reso noto che sono state le chiese locali a informare il Consiglio ecumenico delle minacce al “medico che ripara le donne”, così definito per l’instancabile impegno nel curare le vittime delle violenze sessuali in Congo, decine di migliaia di donne stuprate quale arma di guerra, per annichilire e umiliare il nemico e la sua comunità.

«Queste minacce hanno incluso minacce di morte  e atti di intimidazione».

Un attentato alla vita del dottor Mukwege è stato compiuto nel 2012 e lo ha obbligato a lasciare il paese per diversi mesi.

Prove ha scritto che il Cec rimane «preoccupato per la sicurezza e il benessere» di Mukwege, e ha chiesto urgentemente al governo della Repubblica Democratica del Congo «di garantire la protezione della vita» del medico e «di indagare sulle minacce che sono state fatte contro di lui».

Anche l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet il 28 agosto ha espresso profonda preoccupazione per le recenti minacce di morte rivolte al difensore dei diritti umani congolese.

Mukwege è anche una voce forte e coerente nel chiedere che i responsabili della violenza sessuale siano assicurati alla giustizia, aspetto che praticamente mai accade nel Paese.

«Ha ricevuto minacce di morte in passato ed è sopravvissuto a un grave tentativo di omicidio nell'ottobre 2012», ha detto Bachelet. «La sua vita sembra essere ancora in serio pericolo».

Bachelet ha anche chiesto un'indagine efficace, tempestiva, approfondita e imparziale sulle minacce fatte contro di lui.

La responsabile Nazioni Unite per i diritti umani ha sottolineato la necessità che tutte le autorità competenti condannino apertamente le minacce. E, per affrontare il problema a più lungo termine, ha esortato le autorità congolesi ad adottare il progetto di legge sulla protezione e la regolamentazione dell'attività dei difensori dei diritti umani in una forma pienamente coerente con gli standard internazionali.

 

Photo: Albin Hillert/LWF

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