La salute di ciascuna, ciascuno, come cura del Creato

Il collegamento tra la vita umana e le altre vite non può più essere eluso, la salute umana non può che essere anche la salute del mondo che ci circonda

La Federazione Femminile Evangelica valdese e metodista (Ffevm) organizza due video conferenze dedicate alle donne nelle chiese, nelle città, nei territori, nelle necessità e nelle speranze del tempo presente, ripensando il concetto di cura.

I due incontri sono organizzati per giovedì 17 e 24 settembre, alle 17,30 collegandosi a questo link su piattaforma Zoom.

Già durante la settimana #senzaSinodo era stato proposto un focus dedicato all’universo femminile, alle implicazioni della recente pandemia e alle varie sfaccettature nell’ambito “salute”, intesa soprattutto come «cura, shalom, ordine, pienezza, compiutezza», come sottolineato da Dora Bognandi, già presidente della Federazione Donne Evangeliche in Italia (Fdei).

Il tema viene ora ripreso dalla Ffevm per continuare a ragionare su come il concetto di cura, di salute, non possa rimanere legato solo all'essere umano, ma debba essere concepito in collegamento con il mondo che ci circonda, con il Creato che abbiamo intorno a noi.

Il primo incontro, giovedì 17 settembre, avrà come tema “La salute di ciascuna, ciascuno, come cura del creato”. Partecipano Antonella Visintin, coordinatrice della Commissione Globalizzazione e ambiente della Fcei e Ylenia Goss, pastora valdese.

«Vorrei soffermarmi soprattutto sul nodo salute-salvezza – spiega Antonella Visintin – un nodo che non è stato toccato molto in questa situazione mentre, anche come segno della secolarizzazione, di un certo modo di predicare e di essere presenti nella società, potrebbe essere un elemento interessante. In qualche maniera questo virus ha interpellato le varie religioni nel mondo ed è interessante analizzare come ha reagito il mondo cristiano. Il collegamento tra la vita umana e le altre vite non può più essere eluso, la salute umana non può che essere anche la salute del mondo che ci circonda. Per l’Antico Testamento, il termine salvezza significa liberazione: c’è una forte urgenza di fare un passo indietro, senza perdere di vista i tanti i modi in cui questa questione della salute si connette con il mondo circostante.

Certo c’è il rischio che questo accostamento salute-salvezza possa essere mal interpretato, pensiamo che se fossimo nel ’600 probabilmente molte chiese avrebbero individuato nei nostri peccati il motivo della pandemia. Non credo che ci sia uno specifico femminile in questa questione, ma sarà interessante scoprire, in una società ancora fortemente patriarcale, in quali versanti le donne mantengono una parola, un ruolo importante».

La prossima videoconferenza sarà il 24 settembre, sul tema “Il lavoro e l’abitare”. Parteciperanno Ilaria Valenzi, dottoressa di ricerca in diritto del lavoro, Mariella Zoppi, professoressa di architettura del paesaggio Unifi e Emanuele Piccardo, architetto e critico di architettura.

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