Continuare a confidare nella bontà di Dio

Un giorno una parola – commento a Salmo 13, 1

Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai? Sarà forse per sempre? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?
Salmo 13, 1

Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo
Giovanni 16, 33

Ieri abbiamo letto insieme due versetti dal Salmo 88; i passi di oggi ci inducono a continuare ed approfondire quella riflessione. Gli autori di entrambi i salmi si sentono abbandonati, sono tormentati dall’angoscia, dal silenzio di Dio; percepiscono l’assenza del loro Signore, ma non la sua sparizione. Il loro dolore è tutto all’interno di un dialogo che non si è interrotto, che non si è spezzato.

Dio non ci promette gioia, benessere, una vita allegra e spensierata. Non ce li promette, e in effetti siamo circondati dal dolore e dal male. E chi è credente non può che soffrire non solo per se stesso, ma anche vedendo la sofferenza altrui, il maltrattamento di uomini e donne e perfino bambini, la distruzione sistematica della Terra, fonte di vita per ognuno e ognuna di noi, la prepotenza e l’arroganza, che sembrano troppo spesso trionfare. E dunque anche la persona più fortunata del mondo non può godere fino in fondo della propria fortuna sapendo che esistono guerre, donne trucidate dai propri compagni, bambini che muoiono di fame.

Il salmista però ci indica il percorso da seguire: possiamo continuare a pregare, a invocare con forza il nostro Signore. Infatti ognuno e ognuna di noi può continuare a confidare nella Sua bontà e può farsi coraggio in mezzo alle tribolazioni, ben sapendo che il Signore non ci abbandona, è al nostro fianco ora e per sempre. Amen!

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