Un 16 ottobre anche per i giornalisti ammazzati

Far diventare il 16 ottobre una data in cui ricordare i giornalisti uccisi e per i quali non c’è stata giustizia. La proposta di Articolo 21 e della Fnsi nel nome di Galizia e Russo

«Far diventare il 16 ottobre una data in cui ricordare i giornalisti uccisi e per i quali non c’è stata giustizia, non è stata scritta una verità nemmeno accettabile. Trasformare quel dannato numero in una speranza», si legge oggi sul sito per la libertà d’espressioneArticolo 21 liberi di....

Il 16 ottobre di tre anni fa, infatti, moriva in un agguato Daphne Caruana Galizia. É successo a Malta, Isola europea con un alto tasso di corruzione che la blogger cercava di svelare e raccontare ogni giorno. 

«Sembra quasi uno scherzo del destino - prosegue Articolo21 -, esattamente lo stesso giorno di venti anni fa, veniva ucciso a Tibilisi Antonio Russo», anche lui raccontava un territorio lacerato, una guerra sporca tra Russia e Cecenia.

«Più che un giornalista radicale, Antonio Russo era un radicale giornalista - così lo ricorda oggi Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale con un bell’articolo messo in evidenza dal sito della libertà d’espressione -. Il suo racconto delle guerre - prosegue Falconio - era molto politico, si scorgevano in controluce le scelte degli stati occidentali e delle potenze del blocco dell’est, la politica estera, energetica o dell’industria bellica. Riuscì a evidenziare la crisi dell’Unione Europea e dell’Onu che avrebbero poi caratterizzato l’inizio degli anni duemila. Le sue corrispondenze ci hanno fatto comprendere prima del tempo come la mancanza di una politica estera e di difesa comuni avrebbero fatto dell’Ue, paralizzata dai contrapposti interessi degli stati fondatori di fronte alla Jugoslavia che diventava ex, l’imbelle testimone di fronte ai massacri commessi in Kosovo dalle truppe di Milosevic, nella Pristina a cui diede voce, ultimo giornalista occidentale rimasto, nel corso dei rastrellamenti dell’esercito Serbo».

Il 16 ottobre è anche adesso, perché tra poche ore e si profila una maratona lunga e dolorosa ma utile a capire e a non arrendersi. Questa mattina a Malta si aprirà il processo a carico di Neville Gafà, il faccendiere vicinissimo all’ex Governo e che lo scorso giugno minacciò su Twitter Nello Scavo per le inchieste sui respingimenti dei migranti verso la Libia attuati con metodi violenti e molte coperture. «Oggi il Tribunale de La Valletta - ricorda Articolo 21 - deciderà se condannare Gafà per le minacce al giornalista italiano che è parte civile insieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Un verdetto che può diventare lo spartiacque tra l’Europa che assicura la libertà d’informazione e che tutela i giornalisti e un’altra Europa, quella che ancora oscura, nella quale la stampa non è gradita quando non è addirittura perseguitata».

Ronchi dei Legionari oggi si continuerà a parlare di libertà di stampa, nel corso dell’iniziativa voluta dall’associazione Leali delle notizie e che prevede un collegamento con Malta, dove sarà presente l’avvocato di Nello Scavo e della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Giulio Vasaturo

«Da Ronchi dei Legionari - afferma il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti - faremo partire la nostra carovana ideale per la libertà di stampa in Europa, supportata dalla Carta di Assisi,elaborata e firmata a Perugia pochi giorni fa, e proporremo di dichiarare il 16 ottobre come la giornata della memoria dei giornalisti ammazzati nell’esercizio del loro lavoro e per i quali, i familiari attendono ancora verità e giustizia.

Daphne Caruana, Giulio RegeniIlaria Alpi e Miran Hrovatin,Andrea Rocchelli, Antonio Russo e tanti altri, come Italo Toni e Graziella De Palo. L’elenco sarebbe troppo lungo - conclude Giulietti -, per questo abbiamo bisogno di un giorno in cui chiedere giustizia per tutti loro e giustizia per l’informazione rigorosa in Europa».

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