“Tragodìa – Quell’anno in cui”, foto e suoni dalla pandemia

L'intenso connubio fra le immagini al tempo del virus del fotografo Stefano Stranges e le sperimentazioni vocali del LabPerm di Domenico Castaldo per una rappresentazione toccante e intensa

Le immagini potenti, che resteranno nella memoria collettiva, di Stefano Stranges e del suo volume fotografico “Quell’anno in cui”, dedicato ai tempi della pandemia, si fondono con le incredibili evoluzioni vocali degli artisti di LabPerm di Domenico Castaldo. Con lui altre quattro voci accompagnano con canti senza parole, sperimentazioni sonore, le fotografie che lentamente scorrono sullo schermo.

Tutto questo è la spedizione sensoriale “Tragodìa – Quell’anno in cui”.

Foto scattate durante il periodo del picco pandemico del 2020, che ci rivelano quello che, chiusi nelle nostre case, storditi dai dati dei telegiornali, ci era impossibile vedere: la solidarietà e le persone che hanno scelto di agire per sostenere i loro simili in difficoltà. 

I canti e le azioni che accompagnano le foto sono stati composti per la maggior parte proprio nello stesso periodo in cui le foto sono state scattate. 

LabPerm, Laboratorio permanente di ricerca sull’arte dell’attore,  è un centro di ricerca, formazione e produzione teatrale attivo da più di vent’anni a Torino, fondato dall’attore e autore Domenico Castaldo. 

Con lui sul palco di questa performance Ginevra Giachetti, Marta Laneri, Rui Albert Padul, Natalia Sangiorgio.

“Tragodìa” risponde al bisogno di sublimare il male di vivere. Un bisogno vivido nel corpo della nostra attuale società. Le immagini, accompagnate dai suoni, dai vocalizzi dei cinque attori, sembrano caricarsi di significati nuovi e diventano perfetto accompagnamento verso le emozioni che la memoria di questi giorni tragici richiamano nella mente e nei sensi di ognuno di noi.

La prima rappresentazione, domani 24 ottobre alle Officine Caos di Torino, è tutta esaurita, nei limiti imposti dalle attuali disposizioni. Future messe in scena, di cui vi terremo aggiornati, seguiranno probabilmente nel 2021, con l’auspicio di aver nel frattempo superato l’attuale recrudescenza del virus. 

Per poter insieme ricordare “Quell’anno in cui”. E elaborare forse finalmente quanto vissuto.

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