Arance solidali nel Primo Distretto valdese

Una rete virtuosa e trasversale, non solo ecclesiastica

Da circa due settimane è stata avviata la diffusione delle “arance solidali” della filiera «Etika», sorto nell'ambito del programma migranti e rifugiati Mediterranean Hope della federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Si tratta di mettere sul commercio le arance prodotte nella piana di Rosarno secondo critieri etici di non-sfruttamento e non-caporalato, la cui commercializzazione ha toccato anche le chiese evangeliche tedesche, in particolare nella Vestfalia, che ne hanno richiesto del grandi quantitativi.

L’acquisto delle arance solidali di Rosarno raggiunge anche le valli valdesi e il Pinerolese. «In questo tempo in cui rischiamo di fare meno attenzione sia agli “altri” diritti (diritto allo studio, tanto per dirne uno) sia ai diritti “degli altri” (in una pericolosa escalation dell’egoismo) – dice Michel Charbonnier, pastore della chiesa valdese di Torre Pellice, fra gli animatori dell’iniziativa in loco – ci è sembrato importante ripetere, nonostante le tante difficoltà di questo tempo, l’esperienza dell’anno scorso che ci ha portato ad acquistare e a distribuire diverse tonnellate di agrumi biologici ma anche etici (no caporalato, no sfruttamento, no lavoro nero, condizioni di lavoro e di vita dignitose, queste le “parole d’ordine”). E di farlo in una rete virtuosa, ampia e “trasversale”, al di là di ogni etichetta politica o confessionale. E anzi, tutto sembra far pensare che questa bella rete di solidarietà si stia allargando: se già l’anno scorso siamo arrivati in molti Comuni sia in val Pellice sia in pianura (oltre all’importante collaborazione con il centro ecumenico di Agape e con il Gruppo di acquisto solidale di Perrero), quest’anno siamo riusciti a costruire un bel coordinamento con le chiese valdesi delle valli Chisone e Germanasca, che hanno aderito con convinzione».

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