Parlare con Dio

Un giorno una parola – commento a Filippesi 4, 6

Il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio 
Proverbi 18, 10

Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti 
Filippesi 4, 6

So che esistono persone scettiche atee, agnostiche, tiepide e incerte, Forse sono la maggioranza. Per cui è difficile fare bei discorsi fuori dal contesto di una comunità dove le persone sono almeno in ricerca e pronte all’ascolto della Parola. Parlare con una persona che ha perso la fede o non l’hai mai avuta per un credente è difficile.

Non si tratta solo di convincere dell’esistenza di qualcosa che va oltre la conoscenza e l’esperienza personale della persona scettica e pronta a sorridere ai nostri discorsi. Si va ben oltre. Ci sono cose che non si possono spiegare se chi si ha di fronte non le ha mai conosciute.

Eppure, per un credente invocare il nome del Signore e pregare non è un’illusione o una consolazione. È un soffermarsi, è rivolgersi ad una persona amica che sa ascoltare e che protegge. Qualcuno può obiettare che non tutte le preghiere vengono esaudite, che i mali nel mondo aumentano e non se ne vede la fine. C’è anche chi dopo un grande dolore, come la perdita di un figlio o una grave malattia, non riesce più a rivolgere una parola a un Dio così crudele e si chiude nella sua angoscia. Dio non è una risposta facile e neanche una consolazione a buon mercato come un dolce o un acquisto compulsivo. Dio è un mistero, una forza che agisce tramite l’amore che manifesta per noi anche quando non lo sappiamo o pensiamo che non esista.

Chi ha la fortuna di credere fortemente e coglie la sua presenza in ogni istante della vita, non viene sopraffatto dalla paura, perché si sente sempre al suo cospetto e sa che non ha nulla da temere. Tutti hanno i propri dolori, ma c’è chi riesce a superarli come se potessero scivolare via. Ecco, un credente non si sofferma nel compiangersi o nel fare la vittima, ma tira fuori ogni sua capacità per superare l’ostacolo che l’ha travolto. Credere in Dio, non salvaguarda dalle difficoltà della vita, ma rende più forti e capaci di affrontarle.

Dio è un rifugio sicuro nel momento in cui se ne percepisce la grandezza e la potenza. Dio non è la nostra bacchetta magica che risolve i problemi del mondo, ma ci dà la spinta per fare un percorso che ci aiuta a vedere quale strada intraprendere avendo la certezza di averlo sempre al nostro fianco.

Quando abbiamo questa forza vicina è anche facile ringraziare per tutto ciò che riceviamo, senza merito alcuno, ma solo per amore.

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