Alla ricerca della verità

Un giorno una parola – commento a Efesini 5, 9-11

Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose
Deuteronomio 18, 10.12

Il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità. Esaminate che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele
Efesini 5, 9-11

“Dio è luce” e in Cristo i credenti sono figli di luce, rivestiti/e della sua luce. Dio è la luce che dirada le tenebre del peccato.

Nelle Beatitudini Gesù dice: “Voi siete la luce del mondo”. Quei discepoli (ma anche noi oggi!), gente semplice e senza alcuna speranza per il loro futuro, furono investiti di una missione così importante. Con il loro modo di vivere l’attesa del Regno, quei discepoli diventano fonte di luce per una nuova umanità. 

Ogni cristiano/a, nel tempo e nello spazio in cui vive la sua esistenza, deve illuminare il cammino di chi è in ricerca della “verità”, come la stella di Betlemme di cui Matteo dice che dà una grande gioia. È chiesto proprio a noi di essere luce del Signore che irradia vera gioia. Una responsabilità affidata a ciascuno/a di noi. Ecco la missione della Chiesa.

Il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità. Ogni essere umano è alla ricerca della verità, desidera la verità. Anche Pilato la cerca quando chiede a Gesù: “Che cos’è verità”. 

In quanto cristiani/e ricerchiamo la verità nelle nostre parole, nei nostri gesti, nel nostro stile di vita, in tutto ciò che lo Spirito di Dio mette nel nostro cuore.

Una verità che continuamente si rivela nella nostra esistenza umana come esposizione corporea, che si possa toccare, che si possa vedere, che non ci illuda. Una verità che, come il pane spezzato da Gesù nella sua ultima Cena Pasquale, possa essere spezzata e condivisa. Una verità che possiamo guardare in faccia, toccare con mano e portare intorno a noi.

Una verità per la quale siamo costretti a pensare, a interrogarci che cosa sia, che cosa significhi. Una verità che sia chiara come la luce, che non abbia tenebre, capace di illuminare il nostro cammino e quello delle persone che camminano con noi.

Gesù disse a Pilato: «Per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce» (Giovanni 18, 37).

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