La fede, la parola biblica e la tensione al cambiamento

Si è aperto il Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia

Con il titolo «Continuità, cambiamento, futuro – La misericordia è responsabilità della Chiesa» si è aperta nel pomeriggio di giovedì 29 aprile la Seconda Sessione del XXIII Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi), convocato in forma online. Nell’ottobre scorso si era svolta (sei mesi dopo il previsto, a causa della pandemia) una sessione in presenza ma con un numero limitato di partecipanti. In quella occasione erano stati eletti il nuovo presidente del Sinodo nella persona di Wolfgang Prader, che era già vicepresidente (presidente era Georg Schedereit) e la vicepresidente Ingrid Pfrommer, della Comunità di Torino.

Ora il Sinodo si svolge a pieno organico, sia pure in questa modalità che rappresenta una sfida per tutti e tutte, in un momento di pandemia in cui non tutte le comunità possono mantenere la loro attività liturgica nelle medesime forme. Il culto di apertura è stato tenuto dalle pastore Kirsten Thiele (Napoli) e Magdalena Tiebel-Gerdes (Ispra/Varese). La continuità, ha detto la pastora Tiebel-Gerdes, ci viene dai 72 anni di storia di questa chiesa in Italia, dalla fede comune nel solco dell’alleanza stabilita da Dio con noi. Quanto al cambiamento, esso è trasformazione perché, anche in questo caso, Dio lo ha voluto: ne troviamo il racconto nella Bibbia, nella storia dell’alleanza, e la fiducia in questo Dio è per noi una sorta di bussola e di gps, opportuni e necessari in questo tempo di incertezza. Siamo consapevoli che altri hanno «viaggiato» prima di noi – ha detto la pastora Thiele – che, leggendo il testo di Esodo 3 relativo alla missione che il Signore dà a Mosè, ha fatto riferimento al carattere “dinamico” del nome di Dio: «io sono Colui che sono», un nome che significa movimento e quindi impegna le chiese: siamo in grado, oggi, di affidarci a lui in questo momento di attraversamento del deserto?

L’impegno, e la domanda, evidentemente riguardano tutti: si tratta di riprendere in mano questioni affrontate da Sinodi precedenti (per esempio il Sinodo 2018 aveva rivolto alle comunità un materiale di studio sulla questione “gender”, che sarà oggetto del lavoro di uno dei gruppi nella giornata di oggi), ma un gran lavoro è stato fatto – ha ricordato i presidente Prader nella sua relazione – nei sei mesi intercorsi dalla sessione di ottobre: «Il risultato di questo intenso lavoro preparatorio occuperà il Sinodo nei prossimi giorni e ci aspettiamo risultati fruttuosi. Che in questi tempi difficili, questo l’auspicio, i nostri cuori non siano offuscati o addirittura chiusi dall’invidia, dal risentimento o dalla tristezza, ma aperti alle nostre azioni».

Nella sua relazione il decano della Celi, Heiner Bludau, pastore della comunità di Torino, ha ricordato come la base del lavoro del Sinodo (anche in questa forma digitale), a monte delle attribuzioni che lo Statuto della Celi gli riserva, sia la fede, e come le decisioni siano guidate dallo Spirito santo, operante nell’ascolto che facciamo della parola biblica. Attraversando le diverse lingue, come è tipico della Celi, il decano ha detto che la misericordia a cui fa riferimento il tema del Sinodo contiene al suo interno l’idea del cuore: il testo di Luca su cui è modellato il titolo («Siate misericordiosi come è misericordioso anche il padre vostro» – 6, 36) viene dopo l’invito ad amare i propri nemici e precede le indicazioni relative a come comportarsi con i propri simili. È questo un elemento centrale nell’attività della Chiesa, fra predicazione e diaconia. Sul tema del cambiamento sarà importante anche la conferenza del segretario generale della Federazione luterana mondiale Martin Junge nel pomeriggio.

Dal risultato del lavoro nei gruppi, dedicati a: giovani; ambiente; giustizia di genere; digitale; Coronavirus; persone in difficoltà, verranno le linee di azione futuro della Celi. Intanto, dopo il saluto portato da mons. Ambrogio Spreafico, presidente dell’ufficio nazionale della Chiesa cattolica per l’ecumenismo e il dialogo, il Sinodo ha cominciato ad affrontare la questione delle finanze, dell’Otto per mille e del relativo calo di adesioni, e del rapporto con la Chiesa evangelica in Germania (Ekd).

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