Il cibo del futuro: insetti e sicurezza alimentare

La Commissione Europea ha recentemente autorizzato la vendita e il consumo delle larve della farina, ma il consumo di insetti ha origini e scopi più lontani

Lunedì 3 maggio i 27 Paesi membri dell’Unione Europea hanno approvato una proposta avanzata dalla Commissione Europea, dando il via così per la prima volta al commercio di insetti da destinare al consumo alimentare umano. La notizia ha suscitato un certo scalpore, sollevando anche critiche da parte di chi teme che possa minare il consumo di alimenti più “tradizionali”. Sarebbe superfluo precisare che non è questo l’intento della proposta della Commissione, che per essere compresa e approfondita necessita di essere contestualizzata.

Secondo i dati forniti dalla FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di cibo e agricoltura, le tendenze di crescita della popolazione mondiale dovrebbero mantenere un segno positivo almeno fino al 2050, quando si potrebbero contare fino a 9 miliardi di persone sulla Terra.

Com’è facilmente immaginabile, questa enorme popolazione potrebbe essere sostentata solo grazie a un aumento della produzione di alimenti, suscitando notevoli pressioni sull’ambiente. Le previsioni indicano nel prossimo futuro scenari di scarsità di terreni agricoli, risorse idriche e forestali nonché di biodiversità. È proprio in questo panorama che si può inserire l’introduzione degli insetti nelle nostre diete come elemento di sostenibilità per la crescita della popolazione.

Secondo una recente pubblicazione della FAO, gli insetti commestibili potranno aiutare a diversificare le diete, contribuendo alla sicurezza alimentare e nutrizionale, ma non solo. Rispetto ad altre fonti di proteine, infatti, l’allevamento di insetti per l’alimentazione umana e per la produzione di mangimi per animali avrebbe un impatto molto minore sull’ambiente. Verrebbero anche fugati i dubbi di chi, scetticamente, solleva questioni sulla sicurezza del consumo di insetti: gli studi e le valutazioni approfondite, secondo la FAO, potrebbero aiutare a stabilire buone pratiche igieniche e di produzione. Si tratterebbe quindi di colmare alcune lacune e sviluppare quadri normativi.

L’emergenza alimentare nel mondo non rappresenta una novità, ma i dati evidenziano come il numero di persone con scarso accesso a risorse alimentari continui ad aumentare. L’ultimo rapporto sul tema, intitolato The State of Food Security and Nutrition in the World pubblicato dalla FAO nel luglio 2020 indica che nel 2019 690 milioni di abitanti della Terra abbiano sofferto la fame.

Nel settembre 2021 si terrà il Food Systems Summit organizzato dall’Onu, il cui incontro preparatorio si terrà a Roma il prossimo luglio. In occasione di questo evento e nel quadro della Presidenza italiana del G20, il presidente del Consiglio Mario Draghi il 4 maggio ha avuto una conversazione telefonica con il direttore generale della FAO, Qu Dongyu: l’intenzione è di riflettere sulle prospettive di collaborazione in materia di agricoltura sostenibile e di sistemi agroalimentari, anche alla luce dei cambiamenti portati dalla pandemia. Inoltre, questa settimana alla Camera si parla del decreto sulla sicurezza alimentare, volto a potenziare e rafforzare le norme a tutela dei produttori e dei consumatori finali, con diverse novità normative riguardo gli illeciti amministrativi.

Il consumo di insetti di per sé non rappresenta la soluzione all’intero problema, ma forse può intervenire per correggere la rotta. Bisogna anche tenere in conto il fatto che nel mondo milioni di persone già consumano abitualmente alcune specie di insetti e che la scienza li considera una risorsa alimentare salutare e in grado di apportare molte sostanze nutritive, dalle proteine ai grassi passando per fibre e vitamine.

La proposta approvata negli scorsi giorni dal Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi dell’Unione Europea prevede che possano essere vendute e consumate come cibo le larve delle tarme della farina. Queste potranno essere commercializzate in due formati, ossia disidratate ed intere oppure come sotto forma di farina.

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