Adoperarsi per la pace

Un giorno una parola – commento a Salmo 34, 14

Allontànati dal male e fa’ il bene; cerca la pace e adoperati per essa
Salmo 34, 14

Dio ci ha chiamati a vivere in pace
I Corinzi 7, 15

 

Nel corso della storia gli uomini e le donne hanno dedicato le loro vite alla ricerca delle cose più diverse: l’oro, una nuova via di navigazione, un record sportivo, la cura per una malattia; qualunque sia stato l’oggetto della ricerca, nobile o meschino, aveva sempre un denominatore comune: la convinzione che dal successo di quella ricerca ne sarebbe derivata gioia, soddisfazione, appagamento, in una parola, felicità.

In effetti, forse non esiste – e non è mai esistito – un essere umano che non abbia aspirato alla felicità; la domanda del salmista, quindi, è sempre attuale: «Chi è l’uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene?» (Sal. 34, 12); come un insegnante che ammaestri il suo discepolo, egli stesso fornisce la risposta: «Allontànati dal male e fa’ il bene; cerca la pace e adoperati per essa» (Sal. 34, 14).

Nella sua semplicità, sembra il classico uovo di Colombo: c’è davvero bisogno di un maestro per comprendere questo? In teoria no, in pratica sì, giacché il mondo nel quale viviamo ci offre ogni giorno innumerevoli esempi di cattiveria, di conflitti e di scontri; troppe situazioni private e pubbliche, nazionali e internazionali, mostrano la più completa mancanza di pace e di operatori di pace; perciò, l’invito che ci giunge dal Salmo è sempre necessario: abbiamo continuamente bisogno che ci venga ricordato che non può esservi alcuna prospettiva di vita serena senza uno sforzo reale per allontanarsi da ciò che è male, fare il bene e adoperarsi per la pace.

Tuttavia, proprio la sua chiarezza, e i drammi planetari di cui siamo testimoni, ci mostra come questa parola, più che un compito attuabile, costituisca un’esortazione aperta: un ideale sempre da realizzare; dedicarsi a un compito impegnativo, però, è ciò che dà significato all’esistenza, che le dà un senso compiuto; e come può non esservi felicità, là dove una vita è realizzata?

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