C’è speranza anche nella notte più buia

Un giorno una parola – commento a Salmo 3, 1-3

Sono molti quelli che insorgono contro di me, molti quelli che dicono di me: «Non c’è più salvezza per lui presso Dio!». Ma tu, o Signore, sei uno scudo attorno a me, se la mia gloria, colui che mi rialza il capo
Salmo 3, 1-3

Maria disse: «Grandi cose mi ha fatto il Potente, Santo è il suo nome»
Luca 1, 49

Il salmista di cui leggiamo in questi versetti (Salmo 3, 1-3) vive una situazione di estrema precarietà, attaccato com’è da numerosi nemici che non solo vogliono la sua morte, ma insistono nel tentativo di togliergli ogni residua fiducia in Dio. Lo attaccano, dunque, dall’esterno e dall’interno per compiere un’opera di distruzione radicale. Ci ricordano gli innumerevoli esempi in cui le aggressioni non mirano soltanto a depredare e uccidere, ma si accompagnano ad opere di demolizione della dignità dei vinti. Ciò accade là dove alla violenza fisica si associa la violenza sessuale, con atti di stupro volti a degradare le persone e a renderle interamente dipendenti degli aguzzini. 

Ma il salmista, nel nostro caso Davide, resiste. In un dialogo con Dio afferma: “Ma tu, o Signore, sei uno scudo attorno a me, sei la mia gloria, colui che mi rialza il capo”. I suoi nemici non avranno sentito la preghiera di Davide. A noi, invece, quelle affermazioni e quella preghiera giungono per dirci che c’è speranza anche nella notte più buia, se in essa brilla la luce di Dio accanto a noi, di Dio con noi.

Fin qui abbiamo accennato a situazioni estreme. Dio, però, non è conosciuto soltanto in quei contesti. In questo ci soccorre la testimonianza di Maria, come ce la riporta l’evangelista Luca. Maria non ci viene presentata come vittima di deportazioni, imprigionamenti e orrori. Vero è che alle sue spalle c’era la storia di un popolo che aveva conosciuto schiavitù, deportazioni e, più di recente, il tallone dei capi del suo popolo, piegati al potere dei romani. Ma nella sua preghiera-confessione di fede, Maria ci parla di quel che il Signore, che lei chiama “il Potente”, fa nella sua vita qui ed ora, anzi che “ha fatto”. Maria è in grado di guardarsi dentro, di guardarsi attorno, e scorgere in sé e attorno a sé la presenza di Dio, tramite le opere potenti che Egli compie. Per questo sarà in grado di affrontare le prove a cui andrà incontro come madre e discepola di Gesù.

 

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