Dio ha cura di noi

Un giorno una parola – commento a I Pietro 5, 7

Dio dice: «Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai»
Salmo 50, 15

Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi
I Pietro 5, 7

Nella vita ci sono momenti in cui abbiamo disperatamente bisogno di essere confortati; può essere in seguito allo sfinimento provocato da tutta una serie di pensieri e di preoccupazioni; può essere a causa dell’apprensione nei confronti di una persona cara gravemente ammalata; oppure perché, semplicemente, siamo esseri umani e abbiamo bisogno di calore e di affetto. Da bambini, li troviamo facilmente genitori, zii o nonni, che ci prendano fra le braccia e ci stringano forte; da adulti, invece, non è sempre altrettanto facile; e questo vale anche per i credenti.

Nella Prima lettera di Pietro, i fratelli e le sorelle spirituali dell’autore sono invitati a un impegno attivo, all’umiltà, alla sobrietà, all’accortezza; non soltanto affinché possano ricevere «la corona della gloria che non appassisce» (I Pietro 5, 4); ma anche perché: «Il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare» (I Pietro 5, 8). Che si prenda questo versetto alla lettera, o che s’interpreti, per esempio, come una messa in guardia contro quegli istinti che tendono a portarci sulla strada sbagliata, la dichiarazione che il Signore ha cura di noi, e che quindi possiamo gettare su di lui ogni nostra preoccupazione, è un’autentica consolazione.

Lungo la via, sapere che ci aspetta qualcuno cui possiamo aprire completamente il nostro cuore, al quale possiamo confidare ogni timore e ogni dubbio, rappresenta già un primo sollievo; prima ancora di trovarci davanti a lui o a lei, ed essere avvolti da un abbraccio che ci dice: «Sono qui», questo pensiero già ci aiuta e ci sostiene. Con tutte le differenze del caso, ritengo che ciò valga anche, e a maggior ragione, nei confronti di Dio; il fatto che ci sia Qualcuno da invocare «nel giorno della sventura» (Salmo 50, 15), qualcuno che può salvare, è già un motivo per rendergli gloria; può sembrare una magra consolazione, invece è un conforto vero e profondo.

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