La fede nel Dio creatore, fondamento della nostra speranza

Un giorno una parola – commento a Ebrei 11, 3

Dio, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua saggezza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli
Geremia 10, 12

Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti 
Ebrei 11, 3

L’autore della Lettera agli Ebrei è convinto che, se non avessimo la fede, potremmo pensare che il mondo che vediamo e sperimentiamo – con tutti i suoi limiti, contraddizioni, ingiustizie, violenze e sofferenze – sia un mondo eterno, non modificabile. Non solo, se non avessimo la fede, potremmo pensare che il mondo che vediamo e sperimentiamo debba avere il suo senso in se stesso, ma dato che questo senso, semplicemente vivendo o studiando i meccanismi della natura, non lo riusciamo a trovare, se non avessimo la fede noi tutti saremmo votati alla disperazione.

La fede invece – una fede che in questo capitolo di Ebrei 11 assume il ruolo di una virtù cardinale che ha mosso e orientato la vita di un gran numero di testimoni – ci fa comprendere che “i mondi [cioè l’universo, non solo il pianeta Terra] sono stati formati dalla parola di Dio” e quindi che “le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti” e perciò trovano il loro senso e il loro futuro al di fuori di esse, cioè nella volontà, nel progetto, nel disegno di Dio per ciascuna di esse. 

Questa fede nel Dio creatore è il fondamento della speranza dei credenti in cui avvertiamo il senso della nostra esistenza e di quella del mondo, avvertiamo la direzione di marcia che va verso una nuova creazione o, come preferisce dire Gesù, verso il Regno di Dio, un Regno già presente in Cristo ma ancora incompiuto. 

Nel romanzo Il piccolo principe una volpe misteriosa promette di rivelare al bambino i più grandi segreti della vita. E alla fine il segreto è questo: “È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”, spiega la volpe. Con questa fede si nutre la nostra speranza e l’attesa operosa del nuovo avvento di Dio in Cristo.

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