La Kek rafforza le voci della Chiesa nelle istituzioni europee attraverso l'advocacy

La Conferenza delle chiese europee mira a diventare stabile interlocutrice nei processi decisionali di Bruxelles

La Conferenza delle Chiese Europee (Kek) che raggruppa 114 chiese protestanti, anglicane e ortodosse in Europa, si appresta ad implementare un profilo organizzativo rivolto ad un più profondo dialogo con le istituzioni europee. 

Il consiglio direttivo della Kek ha recentemente approvato un piano di lavoro che divide le aree di programma dell'organizzazione in due unità principali - Teologia e Studi, e Dialogo e Advocacy

La Kek approfondirà l'attuale cooperazione ecumenica, sfruttando appieno le conoscenze e le competenze delle sue Chiese membro, dei Consiglii nazionale delle Chiese e delle organizzazioni in partenariato. Tale cooperazione aggiungerà un profilo ecclesiale ancora più forte al dialogo in corso fra la Kek e le istituzioni dell'Unione Europea, in conformità con l'articolo 17 del Trattato sul funzionamento dell'Ue (TFUE).

Fino alla sua prossima assemblea del 2023, la Kek continuerà a operare all'interno delle aree di lavoro strategiche adottate dall'Assemblea generale di Novi Sad del 2018, e in quelle indicate nell'attuale Costituzione della Kek (art. 2.1[3]). Il tema guida generale della Kek rimane "Insieme nella speranza e nella testimonianza" ispirato alla premessa biblica "Sarete miei testimoni" (Atti 1:8).

Per favorire le sue Chiese membro, la Kek utilizzerà meglio la sua sede unica, un segretariato con sede a Bruxelles, il cuore del processo decisionale europeo. La Kek chiuderà il suo ufficio a Strasburgo nel prossimo anno, mantenendo il suo lavoro verso le istituzioni europee a Strasburgo da Bruxelles. 

«Nel contesto attuale, la Kek deve rivendicare e salvaguardare lo spazio per la fede, rendendo visibile il contributo delle chiese», ha detto il presidente della Conferenza delle chiese europee, pastore Christian Krieger.

«Vogliamo affermare la fede come un elemento legittimo nel processo decisionale politico europeo, coinvolgendo e sostenendo le chiese». Il consiglio direttivo ha fiducia nella capacità e nell'impegno delle chiese membro di contribuire alle società europee con il messaggio di Cristo di fede, speranza e fiducia, fondato sull'antropologia cristiana», ha aggiunto.

«Non vediamo l'ora di costruire nuovi ponti di fede, speranza e fiducia con le chiese in Europa e tra le chiese e la società europea», ha aggiunto il segretario generale della Kek, Jørgen Skov Sørensen.

«Questo è l'inizio di un processo. A causa delle restrizioni finanziarie e degli accordi vincolanti, il 2022 diventerà un anno di transizione per la Kek. Le decisioni del consiglio direttivo sono state un primo passo coraggioso nel porre le basi per ciò che desideriamo fare e raggiungere negli anni a venire. La leadership ha fornito una visione e mostrato responsabilità con questa mossa», ha concluso.

 

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