1 e 2 marzo 2022: sanità in sciopero

Il Sindacato Medici Italiani ha indetto uno sciopero contro la situazione di stress in cui versa il comparto sanitario italiano

Il Sindacato Medici Italiani ha indetto per i prossimi 1 e 2 marzo uno sciopero a livello nazionale, per protestare contro le difficoltà che sta attraversando l’intero comparto sanitario. Una rarità per quanto riguarda il panorama italiano, dal momento che da anni non si assiste a uno sciopero portato avanti dai lavoratori del settore. Eppure, in questo momento storico portare avanti alcune istanze rende necessarie anche azioni che possono apparire inconsuete.

Com’è noto, la pandemia da Sars-CoV-2 ha fortemente stressato un sistema sanitario su cui già gravavano diverse problematiche strutturali, come ad esempio la mancanza di personale o una eccessiva burocratizzazione. La situazione attuale ha acuito alcune di queste problematiche, rendendo talvolta addirittura difficile lo svolgimento delle mansioni ordinarie. Si ha così una sorta di scollamento dalla realtà dell’immagine pubblica degli operatori del settore sanitario: «Si pubblicizza molto il fatto che siamo tutti eroi, per poi essere abbandonati in trincea ad assistere i pazienti - lamenta Antonio Barillà della direzione Nazionale del Sindacato Medici Italiani - La professione è cambiata molto negli ultimi anni, con una trasformazione da medico a burocrate, e questo fa perdere il contatto con i pazienti: non è la nostra mansione stare al computer per giorni interi, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter curare le persone dedicando loro tempo».

Il tempo è un fattore chiave nell’ambito delle cure mediche, ma lo è anche per quanto riguarda la vita stessa degli operatori del settore sanitario: «Siamo forse l’unica categoria che svolge la sua attività senza il diritto a ferie, maternità, infortuni…», racconta ancora Barillà, e questa condizione mette sotto severo stress le lavoratrici e i lavoratori, ma non solo. Secondo Barillà, infatti, «quando il personale sanitario non  può lavorare in condizioni umane, ad essere messo a rischio è anche e soprattutto il paziente. Se l’operatore sanitario non lavora in tranquillità senza la possibilità di potersi rigenerare con il dovuto riposo chi ci rimette è il paziente, perché l’operatore non è lucido e tranquillo. Per dare un buon servizio bisogna dare tranquillità agli operatori sanitari».

Nelle scorse settimane sono arrivate delle critiche alla decisione da parte del Sindacato Medici Italiani di portare avanti uno sciopero, in particolare dalla Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) e di Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), che hanno accusato la mobilitazione di giungere in un momento poco opportuno. La direzione dello Smi ha replicato con un comunicato stampa, sostenendo che si tratta di uno sciopero di solidarietà, «a difesa del servizio sanitario pubblico, equo, universale ed accessibile».

Durante i due giorni di mobilitazione saranno comunque garantite le visite ai pazienti terminali o in situazioni di urgenza e i medici saranno comunque a disposizione per rispondere a richieste indifferibili da parte dei pazienti.

 

 

 

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