Comiso. 4 aprile 1982 - 4 aprile 2022

Dopo quarant’anni dalle manifestazioni contro l’installazione dei missili Cuise, le chiese evangeliche siciliane sono ritornate a Comiso per chiedere la cessazione delle guerre, non solo in Ucraina

 

Comiso, 4 aprile, la scelta di un luogo e di una data. Andare a Comiso il 4 aprile 2022 è stato un rivivere, a distanza di quaranta anni, i momenti che hanno visto i movimenti per la pace impegnati nel combattere l’installazione dei missili Cruise alla base di Comiso. Quaranta anni fa si era all’indomani dell’assassinio di Pio La Torre, per mano della mafia. Si era in un tempo in cui si percepivano nemici dall’esterno con la corsa agli armamenti: missili sovietici SS20 e Cruise Usa installati a Comiso, come se qui fosse la pattumiera del mondo, così si diceva. Il nemico interno era ed è la mafia, malamente combattuta in Italia, specialmente da un governo che bastona i dimostranti (8 agosto e 25 settembre 1983), ma fatica ad applicare la Legge La Torre. 

Le chiese evangeliche non si sono fatte trovare impreparate e già nel 1982 tenevano a Comiso il Convegno ecumenico internazionale “Fede e impegno per la pace” (30 maggio – 1 giugno), che registrò la presenza qualificata del mondo evangelico italiano e internazionale, e anche di artisti del calibro di Franca Rame e poi di Lina Rapisarda e Lenny Andersson. 

Ancora una volta a Comiso si è vista una rappresentanza delle chiese Bmv (battiste, metodiste e valdesi) di Catania, Palermo, Scicli uniti, senza nostalgie, a quanti ancora oggi chiedono a gran voce la cessazione delle guerre, non solo in Ucraina, e chiedono un mondo più giusto e solidale con l’apertura dei porti per porre fine allo strazio dei morti in mare e della negazione dei diritti dei migranti ai confini dell’UE.

Il 4 aprile è anche una data importante perché ci fa andare a quel 4 aprile 1968 quando, a Memphis, venne ucciso Martin Luther King. Il 4 aprile di Comiso e il 4 aprile di Memphis segnano un legame di lotta contro le guerre e il militarismo, contro ogni forma di razzismo e di esclusione, con conseguente negazione dei diritti sanciti dalla Carta dei Diritti umani, contro ogni subordinazione dei lavoratori e delle donne, contro ogni società che fa del profitto e della difesa dei privilegi dei pochi la stella polare a cui si orientano le oligarchie e il capitalismo mondiale. 

La manifestazione di Comiso da parte degli e delle persone evangeliche si è chiusa con una nota di speranza e il canto di “Stanotte ho fatto un sogno”. La speranza è una carta da giocare nel grande azzardo della storia. La speranza ci fa parlare e lottare anche se non siamo ancora giunti sulla vetta del monte, ma siamo impegnati nella scalata. La speranza crea gioia, come la crea l’incontrare amici e amiche, fratelli e sorelle in fede, che hanno lottato e lottano e non si abbattono di fronte alle difficoltà del presente, ma guardano al mondo nuovo che verrà.

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